RIZZO LATERALE
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PROBLEMI GIUDIZIARI PER L’EX COMANDANTE DELLA STAZIONE DEI CARABINIERI

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Gravi accuse nei confronti del 57enne Giuseppe Serio, originario di Soleto, già comandante della stazione di Nardò e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Gallipoli. Dal 31 maggio del 2010 fino a marzo di quest’anno, Serìo ha comandato la stazione di Nardò prima della promozione ad ufficiale ed il passaggio alla Compagnia carabinieri, come tenente.

Nelle scorse ore l’ufficiale è stato raggiunto da due misure cautelari: un’interdizione dai pubblici uffici per la durata di un anno e un divieto di avvicinamento al Comune di Nardò. I provvedimenti sono stati richiesti dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e dal sostituto Paola Guglielmi e sono stati emessi dal gip Antonia Martalò. Le indagini sono state condotte dagli stessi carabinieri della Compagnia di Gallipoli.

Nel corso delle ultime settimane gli investigatori hanno raccolto alcune denunce da parte di esercenti e di commercianti di Nardò che avrebbero ricostruito i rapporti con l’ufficiale dei carabinieri. Sono stati sentiti come persone informate dei fatti il responsabile di uno stabilimento balneare nella zona, il titolare di una ferramenta, il gestore di un autolavaggio, il proprietario di un’impresa di onoranze funebri, il portalettere in servizio all’Ufficio Postale di Nardò, il coordinatore di servizio e un dipendente di una ditta specializzata nella raccolta differenziata.

L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le denunce raccolte dagli investigatori sono confluite in due informative che sono state spedite in Procura. L’ultima fase dell’inchiesta si è incrociata con alcuni episodi di vandalismo avvenuti a Nardò. A metà agosto sui muri di alcune vie erano comparse delle scritte offensive nei confronti dell’ex comandante.

In concomitanza con la comparsa delle scritte, dopo avere ottenuto il nullaosta della Procura, Serio era stato allontanato da Gallipoli e posto momentaneamente a disposizione del Comando provinciale tarantino per ragioni di incompatibilità e opportunità. Ovviamente il provvedimento notificato al militare non rappresenta un verdetto di colpevolezza. Nei prossimi giorni l’ufficiale potrà fornire la propria versione alle accuse contestate nell’ordinanza nel corso dell’interrogatorio di garanzia.