Durante il Consiglio comunale del 30 settembre, l’assessore Brizio Maggiore ha chiesto all’aula di osservare un minuto di silenzio in memoria di Charlie Kirk, giovane attivista e figura pubblica statunitense assassinato a colpi di arma da fuoco durante un comizio politico.
«Charlie Kirk non era soltanto un nome o un volto noto – ha dichiarato Maggiore – ma un marito, un padre, un uomo con responsabilità e legami affettivi, la cui vita è stata brutalmente interrotta. Un episodio tragico che richiama tutti, indipendentemente dalle proprie idee o convinzioni politiche, al rispetto per la dignità umana e per il valore universale della vita».
Il momento di raccoglimento, accolto da gran parte dell’aula, è stato però segnato dal comportamento di alcuni consiglieri comunali che hanno scelto di restare seduti, rifiutando di partecipare al minuto di silenzio.
Un gesto che l’assessore ha definito «grave, irrispettoso e lontano da quel minimo senso di umanità che le istituzioni sono chiamate a rappresentare».
In un clima politico già attraversato da tensioni e divisioni, l’episodio ha assunto un peso simbolico forte. «Assistere alla strumentalizzazione persino di un momento di lutto e riflessione è un segnale preoccupante – ha aggiunto Maggiore –. La morte ci rende tutti uguali. E davanti a essa, il silenzio e il rispetto non dovrebbero mai conoscere divisioni».
La conclusione è stata netta: «Chi ha scelto di restare seduto ha perso l’occasione di essere, prima di tutto, umano».


