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UNA SERATA AI “PARIOLI” GALATONESI CON FRATE AUGUSTINO OSPITE

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Ieri sera, una nota famiglia del quartiere alto della Città ha avuto un eccezionale privilegio, ovvero avere seduto alla propria tavola “nientechepocodimenoche” Frate Augustino.
In realtà, parliamo di una famiglia che ha forti radici storiche di amicizia con il Frate a sua volta molto addentrato nel quartiere alto della Città.
La padrona di casa tutta “cacata e pisciata” per l’emozione.
Non tanto per l’elaborato e raffinato menù da preparare per l’occasione ma per la difficoltà di mettere sopra una lista di commensali abbinabili e all’altezza del Frate.
Difatti erano presenti notabili locali, latinisti e con una conoscenza umanistica non comune.
I presenti hanno chiesto indicazioni a Frate Augustino in merito alle determinazioni da assumere a livello elettorale.
Frate Augustino non si è sbottanato.
Deve ancora convocare Anna Maria Campa ed Emanuela Settimo De Mitri.
Vuole udire le loro vocine e i loro intenti.
La serata è andata avanti con ricordi molto significativi dei nostalgici anni ’60 e delle belle persone che incominciarono a dare vita ai “parioli” galatonesi.
Si è discusso anche sulla pochezza di molti attuali esponenti del mondo professionale e politico.
Così come esisteva una Milano “da bere” come diceva la celebre pubblicità dell’amaro Ramazzotti, c’era altresi una Galatone di altri tempi, oggi imbastardita da incauti e ignoranti politicanti che farebbero meglio a gestire le loro cose che a proporsi all’amministrazione della RES PUBLICA. 

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