GLI IGNAVI DEL CONSIGLIO COMUNALE

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Per chi non abbia le “scole ierte” , nel canto III° dell’Inferno della sua Commedia, Dante inserisce gli IGNAVI nell’antiferno poiché li giudica indegni di meritare sia le gioia del Paradiso sia le pene dell’Inferno, a causa proprio del loro non essersi schierati né a favore del bene né a favore del male.
Orbene!!!
La nostra attuale minoranza consiliare, ad eccezione del giovane Lorenzo Siciliano, è da configurare in questo girone dantesco.
Dal secondo dopoguerra ad oggi, mai si era vista una opposizione consiliare assente, silenziosa, priva di qualsiasi coordinamento e allo “sbando” più completo.
Assenze ingiustificabili in momenti solenni e significativi dell’attività amministrativa.
Sono lo specchio della sostanziale assenza di un contraddittorio politico.
Sono l’ulteriore prova del 9 di una inesistente alternativa politica all’attuale maggioranza governativa.
Ciò non attenua le sue omissioni.
Anzi !!!
Purtroppo per noi, l’indicibile esempio dato dall’ex Sindaco Antonio Vaglio è diventato un criterio guida per chi siede oggi ai banchi dell’opposizione.
Del tipo, se c’è ancora frutta perché disdegnarla???
Al punto tale che Vaglio, sindaco di Nardò per antonomasia, umiliò l’intera Città che gli conferì tanti onori, nel fare il vice presidente del consiglio comunale a latere dell’allora giovanissimo Presidente Andrea Giuranna.
Oggi, il comportamento dei vari Falangone, Piccione e Frasca non è migliore.
Ma perché non lasciano il passo ai primi dei non eletti???
Primi dei non eletti che probabilmente, più di loro, potrebbero avere l’entusiasmo di innalzare il dibattito politico in Consiglio Comunale.
Non è così “sic et simpliciter”.
Nel centro sinistra, per poter arrivare a 3.000 voti scarsi, si è dovuto raccogliere di tutto.
Se Carlo Falangone si dimette, entra in Consiglio Comunale l’ingovernabile Giancarlo Marinaci.
E poteva anche andare peggio!!!
“Intelligenti pauca” 🙏
Daniele Piccione, dopo la mortificazione subita ad opera del suo stesso partito che, invece di riconfermarlo in Consiglio Provinciale, ha preferito sostituirlo con dei “poppiti” di “sotta lu capu”, farebbe meglio a dimettersi e a lasciare il passo allo spumeggiante Maurizio Leuzzi che, privo di freni inibitori, si contrapporrebbe animatamente contro le belve avversarie.
Invece no !!!
Rimane lì il Piccione.
Così come rimane attaccato al suo posto Mino Frasca.
Anche per Mino Frasca, i conti non hanno quadrato.
Le previsioni iniziali infatti erano che, in caso di disfatta, la posizione garantita al 100% di primo dei non eletti sarebbe dovuta essere appannaggio del Commendatore Presta o di Lady Paola De Benedittis.
Ma lo sanno tutti che in politica i conti non quadrano mai.
Paola Mita è andata nell’anima a tutti.
La sua lista, considerata la cenerentola della coalizione, ha superato quella dei “prescelti ” così come ha lasciato alla strada quella che ospitava un’altra fedelissima del Capo, ossia Rossellina Toma.
Insomma, tutti e tre i consiglieri di questa minoranza hanno i loro discutibili motivi di opportunità per non abbandonare Palazzo Personè.
Nel frattempo, noi cittadini ci godiamo e ci godremo questa IGNAVIA.

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