di JACOPO FRANCONE
Uno scenario a tinta unita è pronto ad abbracciare lo stadio “Via del Mare” per la sfida di martedì 6 gennaio alle ore 18 con la Roma. Il Lecce, infatti, è pronto ad affrontare gli uomini di Gianpiero Gasperini, in una partita che può indicare una direzione per entrambe le compagini. Umori opposti, stessa voglia di portare a casa punti: i giallorossi salentini vogliono proseguire sullo slancio del punto conquistato a Torino con la Juve, i capitolini invece vogliono rifarsi dopo la sconfitta a Bergamo con l’Atalanta.
Le due squadre in questione hanno diverse somiglianze, sia se si parla di pregi che di difetti: evidente la stessa voglia di creare trame in palleggio e di costruire gioco, così come evidente il fatto che gli attaccanti titolari siano ancora da “svezzare”, proprio in funzione di questo tipo di gioco. In breve, Stulic da un lato e Ferguson dall’altro, oltre a migliorare in termini realizzativi, dovrebbero aiutare di più la squadra, fare da boa e non sbagliare tutti quegli appoggi al compagno vicino quando riescono a prendere posizione. In entrambe le realtà, sappiamo che quest’aspetto è un tema su cui entrambi i tecnici vogliono lavorare, per garantire maggiore supporto.
Bisogna partire da questo per poter analizzare uno dei papabili fattori partita: l’irlandese ex Brighton, anche se strutturalmente idoneo, potrebbe far fatica con la marcatura di uno tra Gaspar e Tiago Gabriel, anche e soprattutto in fase di supporto alla manovra, Stulic invece no. L’emergenza nel reparto arretrato per i capitolini, infatti, lascia fuori dai giochi i pilastri difensivi della squadra: Mancini ed Hermoso squalificati, oltre a N’dicka impegnato in Coppa d’Africa. Insomma, un vantaggio non da poco per il serbo “leccese” là davanti nell’economia della partita. Per questo, è pronosticabile nel secondo tempo l’entrata di Baldanzi in modalità “falso nueve”, soluzione già adottata in precedenza dall’ex tecnico dei bergamaschi, per non dare punti di riferimento ai centrali avversari. Così come, è plausibile l’ingresso di Stulic a battagliare con gli avversari un po’ più stanchi.
Sul piano emozionale sappiamo, poi, essere un match speciale per diversi componenti delle fila leccesi: il capitano Wladimiro Falcone, infatti, ha un legame speciale con la faccia giallorossa del Colosseo, oltre al mister Di Francesco che ritrova la squadra con cui centrò una storica semifinale di Champions. L’allenatore, infatti, dopo quel traguardo raggiunto ha avuto una serie di “scivoloni” professionali su diverse panchine, tant’è vero che ha progressivamente cambiato il suo modo di giocare. E la trasferta di Torino ne è la prova: in altri tempi avrebbe giocato a viso aperto seguendo i dogmi del suo calcio, al posto di mettere il bus davanti alla porta e “speculare”, con accezione positiva chiaramente, Ha capito negli anni che non si può giocare con tutte le squadre e, complice l’aiuto del suo vice che cura la fase difensiva, quest’evoluzione sin qui lo sta premiando.
Ma adesso, pensiamo alle probabili formazioni. Il Lecce adotterà il suo modulo: Falcone in porta; in difesa Gaspar e Tiago Gabriel centrali, Gallo e Danilo Veiga terzini; a centrocampo Maleh, Ramadani e Kaba (quest’ultimo al posto di Coulibaly, ancora impegnato in Coppa d’Africa); laterali Banda e Pierotti; in attacco Camarda. La Roma dovrebbe rispondere con un 3-4-2-1: Svilar in porta; in difesa Rensch, Ziolkowski e più spazio a Ghilardi. A centrocampo Wesley e Celik ai due estremi, con in mezzo Cristante e Koné; più avanzati Dybala e Soulè dietro a Ferguson unica punta.
Si prospetta un match combattuto, pieno di intensità e ritmo, con tutti i presupposti affinché il risultato a fine partita sorrida ai lupi del Salento.

