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Una certa opposizione all’ombra degli Alberi di Giuda e non solo…

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L.G. Pareva che all’ombra degli alberi di Giuda i consiglieri di minoranza si fossero finalmente ritrovati tutti compatti e per alcune new entry quello sarebbe potuto essere proprio il set più adatto per una scena finale, se non fosse che a dieci giorni dall’annuncio di un esposto, oltre al solito post pare non sia pervenuto altro agli uffici comunali.
Ma facciamo un passo indietro: nel solco della riqualificazione delle strade interessate dai lavori di realizzazione delle piste ciclabili, insieme all’arredo urbano e alla consequenziale segnaletica, il progetto prevedeva anche un restyling del verde pubblico, attraverso l’integrazione di nuove siepi e la sostituzione di alberature più idonee. Personalmente troviamo questi “sempreverdi” anche più gradevoli visivamente, a differenza di alberi completamente spogli per sei mesi l’anno. Tuttavia si sono spese in questi giorni le penne dei più autorevoli agronomi nostrani, a perorare la causa o, per meglio dire, a foraggiare di argomenti i poveri consiglieri di opposizione altrimenti a corto di idee.
Tra questi illuminati annoveriamo Bruno Vaglio che col fratello Massimo contestano spesso e volentieri le scelte dell’amministrazione Mellone; tra tutte ricordiamo la protesta per la piazzetta di via Giovanni XXIII nella quale, secondo Massimo, le magnolie oggi sarebbero dovute essere completamente secche a causa del rifacimento della pavimentazione, mentre restano lì rigogliose a dispetto di ogni nefasta previsione. E poi c’è Cristian Casili, che cavalca il tema proprio mentre è in corsa per la ricandidatura alla Regione…
E così mentre Mellone, ancora reduce dalle attività di contenimento dei danni causati dall’emergenza sanitaria, inaugura parchi, realizza nuove infrastrutture moderne e asfalta le strade principali della città, c’è chi tenta di mettere in moto l’unica arma che è rimasta: la macchina del fango. È un motore diesel ma si sta scaldando…

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