Nella serata di ieri si è svolto un incontro con il Comitato civico impegnato nella difesa e nella valorizzazione del Presidio territoriale di Nardò, proseguendo un percorso di ascolto e confronto avviato già nei mesi scorsi sul futuro della sanità territoriale e sul ruolo dell’ex ospedale cittadino all’interno della rete sanitaria provinciale.
Nel corso del confronto sono stati affrontati diversi aspetti legati alla riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali e alla necessità di rafforzare il presidio neretino come punto di riferimento per un bacino di utenza ampio e significativo.
Le questioni sollevate dal Comitato sono state considerate improntate al buon senso e orientate alla concreta fattibilità delle soluzioni, in un contesto regionale complesso che vede il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, impegnato in un lavoro di riordino dei conti della sanità attraverso scelte spesso impegnative.
Al centro del confronto è emersa con chiarezza la richiesta di restituire centralità al presidio territoriale di Nardò, rafforzandone il ruolo nella medicina territoriale e garantendo una presenza sanitaria capace di assicurare assistenza costante alla popolazione.
Il potenziamento della sanità territoriale viene infatti ritenuto una condizione fondamentale per alleggerire la pressione che oggi grava sugli ospedali della provincia, sempre più interessati da un alto numero di accessi e richieste di assistenza.
Tra le richieste avanzate dal Comitato vi è innanzitutto la necessità di definire un’organizzazione efficiente dei medici di medicina generale, del personale infermieristico e sanitario, così da garantire una reale presa in carico dei pazienti e una maggiore prossimità delle cure sul territorio.
A questo si aggiunge la richiesta di incrementare il monte ore della specialistica ambulatoriale interna, con l’obiettivo di rendere le prestazioni più funzionali ai bisogni della popolazione e contribuire alla riduzione dei tempi delle liste d’attesa, una delle criticità maggiormente segnalate dai cittadini.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre sottolineato il ruolo del Comitato civico, considerato una delle realtà cittadine più attive sui temi sociosanitari in una fase storica in cui aumentano le cronicità e le fragilità sociali, rendendo sempre più necessario il rafforzamento dei servizi territoriali.
Particolare attenzione è stata rivolta alla presenza e al coinvolgimento del vicepresidente della Regione Puglia, Cristian Casili, la cui partecipazione al confronto è stata accolta con grande interesse e con una diffusa aspettativa positiva da parte dei presenti. L’impegno manifestato dal vicepresidente regionale è stato infatti considerato un segnale importante di attenzione istituzionale verso il territorio neretino e verso le istanze che da tempo emergono sul tema della sanità locale. In molti guardano con fiducia e speranza al suo interessamento, auspicando che il percorso avviato possa tradursi in iniziative concrete capaci di rafforzare i servizi sanitari territoriali e di restituire centralità al presidio di Nardò.
Dopo una fase di ascolto e confronto che si è sviluppata negli ultimi mesi, l’auspicio condiviso è ora quello di trasformare le richieste emerse dal territorio in azioni concrete, con l’obiettivo di garantire una sanità territoriale più efficiente e più vicina ai bisogni dei cittadini.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il vicepresidente della Regione Puglia, Cristian Casili, che ha sottolineato l’importanza del confronto con le realtà civiche impegnate sul territorio:
«Ho incontrato il Comitato civico impegnato nella difesa del Presidio territoriale di Nardò, proseguendo un percorso di ascolto avviato già nei mesi scorsi. Desidero ringraziare il presidente e i componenti del Comitato per il contributo costruttivo portato al confronto.
Le questioni sollevate dal Comitato sono improntate al buon senso e alla concreta fattibilità delle soluzioni, in un contesto regionale complesso che vede il presidente Antonio Decaro impegnato in uno sforzo significativo per rimettere ordine nei conti della sanità attraverso scelte spesso coraggiose.
Nel caso dell’ex ospedale di Nardò la richiesta è chiara: compiere il massimo sforzo per restituire centralità al presidio, rafforzandone il ruolo nella medicina territoriale e garantendo assistenza costante a un bacino di popolazione ampio e significativo.
Si tratta di una conditio sine qua non se vogliamo davvero alleggerire la pressione che oggi grava sugli ospedali della nostra provincia.
È una strada che siamo chiamati a percorrere con responsabilità. Il Comitato rappresenta una delle poche voci attive sui temi sociosanitari in città, in un momento storico in cui crescono in maniera evidente le cronicità e le fragilità sociali.
Dopo una fase importante di ascolto e confronto è arrivato il momento di tradurre queste richieste in azioni concrete. Non si tratta di istanze dettate dal campanilismo, ma di proposte fondate sul buon senso e sulla volontà di garantire il diritto alla salute attraverso una responsabilità collettiva».


