di VALENTINA MANCA
Venerdì 6 febbraio, nell’Istituto Comprensivo Polo 1 di Nardò, nel plesso di Viale della Costituzione, ci sarà la presentazione del libro “Un tram per la vita” di Tea Ranno. L’autrice incontrerà le alunne e gli alunni della scuola secondaria di I grado, dialogando con Patrizia Cesari. Quest’appuntamento rappresenta un’importante occasione di riflessione sui temi della Memoria, della solidarietà e della resistenza civile, particolarmente significativi nel percorso di crescita culturale e civile degli studenti.
Il libro di Tea Ranno è ambientato nel 1943, nel ghetto di Roma: un bambino di dodici anni vede la madre caricata su un camion dei tedeschi, la raggiunge, l’abbraccia, ma lei riesce a spingerlo via. Emanuele, questo il nome del bambino, si nasconde su un tram e inizia un viaggio che lo porterà, fermata dopo fermata, fino al capolinea. Racconta al bigliettaio di essere ebreo e chiede di essere protetto perché i tedeschi lo stanno cercando. L’autista del tram e poi altri dopo di lui aiuteranno Emanuele a restare vivo e al sicuro per tre giorni, fino a quando non riuscirà a trovare suo padre. Una vicenda tragica, una storia di speranza e riscatto. Per scrivere quest’opera, Ranno ha incontrato Emanuele Di Porto, uno dei sopravvissuti al rastrellamento del 16 ottobre 1943 ( che ora ha novantatré anni ), si è documentata sulla deportazione di quell’anno e ha restituito ai lettori non solo la storia di una vita sottratta alla furia nazista dall’amore materno, ma anche un quadro molto vivido dell’epoca e delle sue orribili violenze.
“Quando penso al passato, mi dico che in mezzo a tanti treni che portavano gli ebrei alla morte, c’è stato un tram che ha portato un ragazzino di dodici anni alla vita. Mia madre me la tengo nel cuore come un amore grande, nel ricordo è rimasta giovane, trentasette anni, è più piccola della figlia di mio figlio, che di anni ne ha quarantatré” – (Emanuele Di Porto)


