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Nardò – Libri, “Peppino Impastato, una voce libera” di Davide Morosinotto, presentazione martedì 10 febbraio

di VALENTINA MANCA

Martedì 10 febbraio a Nardò, gli alunni delle classi seconde e terze della scuola secondaria del Polo 1 parteciperanno all’incontro con lo scrittore Davide Morosinotto, che si terrà presso l’Auditorium di V.le della Costituzione, per la presentazione del libro “Peppino Impastato, una voce libera”, in collaborazione con Libreria Fiore – Mondadori Point. Il testo è stato scelto nell’ambito del Progetto “Lettura” e le sue tematiche sono state approfondite in classe. Il libro racconta la storia di Peppino Impastato, giovane giornalista e attivista siciliano che ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente la mafia, pagando con la vita la sua scelta di libertà. In questo romanzo c’è la storia di Totò, un ragazzino come tanti, che scopre l’esistenza della mafia nel suo paese, e inizia a farsi delle domande: esiste davvero? cos’è realmente? ed è così terribile? e se è terribile, perché nessuno ne parla?

Il cammino di crescita di Totò prende avvio in un momento ben preciso, ritratto abilmente da Morosinotto, durante il matrimonio di Luisa, una cugina. Ad irrompere nei festeggiamenti come una folata di vento gelido è una macchina da cui scendono quattro signori ben vestiti che portano in dono al padre dello sposo una cravatta, “da non stringere troppo”. E così come sono arrivati, se ne vanno. Totò non capisce nulla di quanto stia accadendo, ma percepisce chiaramente la stranezza, la paura, il disagio, la tensione negli invitati. E così quando insieme ai camerieri e ai suoi due cugini più grandi, Michele e Maria, ascolta alla radio uno stralcio della trasmissione di Peppino, Onda Pazza, scopre molte cose sconosciute, cose di cui nessuno gli ha mai parlato. Il personaggio di Totò è un miscuglio di tenerezza, timori, curiosità. È un bambino che saluta il mondo incantato dell’infanzia per scoprire che la realtà, quella vera, non è tutta come se l’era immaginata, o come gliel’avevano raccontata. Totò cresce e la sua vita è irrimediabilmente connessa, per quelle poche settimane tra aprile e maggio 1978, a quella di Peppino Impastato. Le parole di Peppino risuonano forti in Totò: “E lì scoprii che la mafia non era l’unico modo di vivere. Non era obbligatoria. Si poteva stare senza, anzi, di più: si poteva combattere”. L’intreccio tra la storia di finzione, quella di Totò, e quella reale, di Peppino, ma anche delle imminenti elezioni e del rapimento di Moro, è perfetto. Il finale è intuibile, quello che conduce Peppino alla morte per mano mafiosa, ma è descritto attraverso gli occhi di Totò che si trova a viverla in prima persona, in una notte di fughe, corse, terrore e incredulità.

Un libro prezioso non solo perché racconta una storia vera in cui facilmente ci si può identificare, ma anche perché fa riflettere sui valori della legalità e della libertà.

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