Dal podio di Verona al primo posto del 2 marzo: il successo nazionale del progetto che unisce scienza e arte per contrastare l’esodo professionale e guidare la transizione ecologica. In un’epoca segnata dalla frammentazione del sapere, il futuro della scuola italiana parla la lingua dell’integrazione. Si chiama H.E.A.R. (Humanities for Ecological Acoustic Resilience) ed è il paradigma formativo che ha portato gli studenti della IV Q del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate “Galilei-Vanoni” di Nardò (Le) sul podio nazionale. Dopo il riconoscimento ottenuto a Verona il 27 novembre in occasione di Job&Orienta, il percorso ha conquistato il primo posto presso la Camera di Commercio di Lecce lo scorso 2 marzo 2026.
Oltre la frammentazione: il metodo H.E.A.R.: il progetto dimostra come le Digital Humanities siano il collante per superare la divisione tra scienza e cultura umanistica. Un tema di tale rilevanza da portare la docente tutor e ideatrice del percorso, la Prof.ssa Claudia Melcarne, a intervenire su RadioRaiWannabe lo scorso 26 novembre, per discutere di come l’ascolto profondo del territorio possa generare una nuova coscienza ecologica. Attraverso Impronte Sonore: paesaggi da ascoltare, gli studenti sono diventati veri e propri progettisti del suono. Utilizzando tecnologie d’avanguardia come il dispositivo Plants Play, le variazioni elettrochimiche di ulivi e fiordalisi sono state tradotte in trame musicali. Un dialogo tra biosfera e digitale che ha unito campionamenti subacquei e suoni antropici, abbattendo i confini tra laboratorio e natura.
Contrastare l’esodo professionale con i Green Jobs: uno dei pilastri del modello H.E.A.R. è la risposta alla polarizzazione delle competenze e al fenomeno dell’esodo professionale. In un contesto globale sempre più competitivo, offrire ai giovani modelli di green job reali e innovativi significa investire sulla tenuta del territorio.
L’attività ha visto una personalizzazione strategica. Gli studenti con inclinazioni scientifiche hanno gestito i processi di campionamento high-tech, mentre i profili creativi si sono dedicati alla composizione e al graphic design. Grazie alla collaborazione con professionisti come l’arrangiatore e musicista Alex Zuccaro e al supporto dell’Associazione di Promozione Sociale Due Lune Teatro Tenda impegnata attivamente sul tema della dispersione scolastica, la ricerca si è trasformata in artefatti sonori di valenza globale: il brano originale Impronte Sonore e il podcast Young Scientists, oggi disponibili su Spotify e Youtube.
L’essenziale diventa udibile: l’esperienza di Outdoor Education ha consolidato soft skills cruciali come il pensiero critico e il problem solving, proiettando la classe verso un’imprenditorialità sostenibile e un’Educazione Civica Attiva. I ragazzi non hanno solo studiato l’ambiente, ne hanno valorizzato l’integrità attraverso l’ascolto. Il trionfo del 2 marzo conferma che la transizione ecologica ha bisogno di nuovi interpreti, capaci di muoversi tra i dati e le emozioni. Come recita il famoso motto di Saint-Exupéry che racchiude il senso di questa sfida: l’essenziale è invisibile agli occhi. Ma grazie al paradigma H.E.A.R. e all’impatto delle Digital Humanities, quell’essenziale è diventato oggi un suono nitido, una competenza solida e una strada concreta per il futuro dei giovani.

