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Nardò

Nardò, assolti “perché il fatto non sussiste”: si chiude una vicenda giudiziaria durata anni

Il Tribunale di Lecce archivia le accuse: nessun disturbo, nessun odore molesto, nessun illecito.

Una lunga vicenda di denunce, tensioni di vicinato e accuse ritenute infondate si conclude con un verdetto chiaro: assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste. A stabilirlo è stato il Tribunale di Lecce, nella persona del GOP avv. Mery Giuri, che ha posto fine a un procedimento durato anni e nato da contestazioni presentate da una coppia residente in un’area rurale del territorio neretino.

Le prime denunce erano state presentate da uno dei coniugi, che sosteneva di subire rumori molesti, disturbo del vicinato e odori nauseabondi riconducibili alla normale attività agricola svolta dalla famiglia confinante. In seguito anche l’altro coniuge aveva aderito alle contestazioni e, dopo il decesso di uno di essi, il contenzioso era stato portato avanti persino dagli eredi, ampliando ulteriormente la portata della vicenda e coinvolgendo l’intero nucleo familiare vicino: prima i figli e poi i genitori.

La famiglia imputata, difesa dall’avvocata Anna Sabato, ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo la totale regolarità delle attività svolte e negando qualsiasi condotta in grado di arrecare reale disturbo. Il dibattimento ha confermato l’assenza di elementi concreti: nessuna prova tecnica, nessun riscontro oggettivo, nessun supporto documentale che potesse avvalorare la tesi accusatoria.

Sulla base delle evidenze raccolte, il giudice ha pronunciato l’assoluzione ex art. 530, comma 2, del Codice di Procedura Penale, adottando la formula più ampia e liberatoria: il fatto non sussiste. La sentenza mette così fine a una controversia che per anni aveva pesato sulla famiglia di Nardò, restituendo loro piena serenità.

La decisione sancisce l’inesistenza di qualsivoglia comportamento illecito e riconosce la piena legittimità dell’attività agricola svolta, chiudendo definitivamente un caso che aveva incrinato i rapporti di vicinato per molto tempo.

È stato fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni.

 

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