Un ammanco milionario, un presunto sistema di evasione fiscale protratto per anni e una gestione societaria finita sotto la lente della magistratura. Sono questi i contorni di una maxi inchiesta giudiziaria che vede coinvolti noti imprenditori neretini attivi nel settore della logistica e dei trasporti, ora rinviati a giudizio dal Tribunale.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’accusa, l’IVA complessivamente contestata supera i 4 milioni di euro, mentre l’esposizione debitoria complessiva verso l’Erario e gli enti previdenziali ammonterebbe a oltre 6,8 milioni di euro. Le contestazioni riguardano più annualità e diverse società, alcune delle quali successivamente finite in liquidazione giudiziale.
Le ipotesi di reato formulate dalla Procura comprendono, a vario titolo, omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti e condotte di bancarotta, ritenute funzionali a un sistema volto a eludere il pagamento delle imposte, in particolare dell’IVA.
Dalle indagini emergerebbe una gestione societaria considerata dagli inquirenti sistematica e continuativa, con il coinvolgimento di numerosi rapporti commerciali e l’emissione di documentazione fiscale ritenuta fittizia. In uno dei filoni dell’inchiesta viene contestata anche la distrazione di beni aziendali, tra cui mezzi di trasporto e veicoli, che non sarebbero stati rinvenuti né giustificati da corrispettivi economici.
Gli imprenditori coinvolti sono assistiti da difensori di fiducia appartenenti ai fori di Bari, Lecce, Bologna e Foggia. In particolare, la difesa è affidata agli avvocati Enrico Buono, Alessandro Cristofori, Lucio Calabrese e Rocco Marino.
L’udienza preliminare è stata fissata per il 2026, nel corso della quale verranno valutate le posizioni dei singoli imputati e la fondatezza delle accuse mosse dalla Procura. L’Agenzia delle Entrate è stata individuata come persona offesa nel procedimento.
Come previsto dalla legge, tutti gli imputati sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva. Il procedimento giudiziario è ora destinato a entrare nel vivo, con possibili sviluppi che potrebbero chiarire l’effettiva portata dell’ammanco e le eventuali responsabilità.


