CronacaNardò

Moira Epifani: “E i canoni di dignità e decoro? Solo nero su bianco?”

MOIRA EPIFANI

L’art. 2 e l’art. 9 del Codice Deontologico Forense recita testualmente che, “le norme deontologiche si applicano a tutti gli avvocati nella loro attività professionale, di reciproci rapporti e in quelli con i terzi; si applicano anche ai comportamenti nella vita privata, quando ne risulti compromessa la reputazione personale o l’immagine della professione forense. L’art. 9, sui “Doveri di probità, dignità, decoro e indipendenza”, al punto 2, stabilisce che “l’avvocato, ANCHE AL DI FUORI DELL’ATTIVITÀ PROFESSIONALE, deve osservare i doveri di probità, dignità e decoro, nella salvaguardia della propria reputazione e della immagine della professione forense”. Probabilmente, l’Organo Distrettuale di Disciplina di Categoria non ha inteso far rientrare espressioni del tenore di “CAZZATE”, “TANTA POMATA PER TUTTI” etc etc (terminologie, queste, che ritengo poco consone persino nel dibattito politico, anche soltanto per una questione di stile, classe ed eleganza personale) nell’ambito dei canoni di dignità e decoro a cui, l’intera categoria professionale degli avvocati, come si evince dai loro stessi dettati deontologici sopra citati, dovrebbe ispirarsi. Chissà se anche il Consiglio Nazionale Forense la penserebbe allo stesso modo?

MOIRA EPIFANI

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