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FRATE AUGUSTINO I LUPI E I BALOCCHI

Questa mattina, il nostro inviato speciale ha chiesto udienza a Frate Augustino con il quale, nel corso del tempo, ha instaurato un rapporto diretto, quasi amichevole.

Per chi non conosca ancora la nostra periodica rubrica, Frate Augustino è stato un uomo di potere della nostra Città.

Un uomo che, come si suol dire, ha fatto il bello e il cattivo tempo in quegli affascinanti anni ’80, popolati da tutt’altri politici.

Da anni, dopo aver preso i voti, si è rinchiuso nel Convento dell’Incoronata.

Passa la maggior parte del suo tempo a curare le sue meravigliose piante officinali tra cui la potentissima salvia bianca.

Frate Augustino ha un forte sarcasmo.

Raggiunge il piacere nel vedere su Facebook la rabbia di tanti esponenti politici come Antonio Vaglio, i fratelli Marinaci e tanti altri che, dopo aver votato Mellone al sol fine di fare dispetto ad altri, sono stati “trombati e sbeffeggiati” dal primo cittadino.

Il nostro inviato speciale, già conosciuto ai frati guardiani, ha un dialogo preferenziale con Frate Augustino e oggi vuole  carpirgli alcuni segreti, alcune profonde riflessioni.

Viene fatto accomodare nella fastosa sala delle udienze, in cui c’è già seduto l’Illustre Frate.

INVIATO  SPECIALE : I miei ossequi Frate Augustino.

FRATE  AUGUSTINO : Buongiorno a te.

INVIATO  SPECIALE : Mi hanno detto che, qualche sera orsono, in una cena tenutasi qui al Convento ed estesa a personalità della nostra Città, Lei ha distinto i componenti della maggioranza consiliare in LUPI e in BALOCCHI.

Sul significato di LUPI anche gli stolti ci arrivano, su quello di BALOCCHI, per chi non comprendesse bene la lingua italiana, è bene precisare che si intende un gingillo, un giocatollo o un trastullo. Insomma una cosa di nessun conto.

FRATE  AUGUSTINO : Infatti. Il senso della mia esternazione era esattamente quello.

A Palazzo di Città, coloro che stanno davvero governando nel senso più incisivo del termine sono quelli che “paradossalmente” non hanno creduto in Mellone sin dall’inizio.

Stanno governando quei furbacchioni che sono saliti sul carro del vincitore solo in un secondo momento.

Come dei veri e propri LUPI, sono in azione in gran silenzio.

Non alzano i toni del dibattito politico.

Compito demandato ai BALOCCHI.

INVIATO  SPECIALE : Ci vuole dire chi sarebbero i LUPI e i BALOCCHI ?

FRATE  AUGUSTINO  : Tra i lupi, “in primis” l’assessore Giampiero Lupo. Lupo di cognome e di fatto.

Candidato al Consiglio Comunale con la coalizione di Antonio Vaglio, solo successivamente ha sposato la causa melloniana.

Premiato con l’assessorato alle Finanze, è uno dei pochi che sta sostanzialmente determinando l’attività dell’amministrazione comunale.

Ha capito l’importanza di mantenere bassi i toni politici.

Non entra in contrasto con nessuno, a differenza dei BALOCCHI che hanno contribuito, insieme al loro Sindaco, a dividere la Città in due su ogni singolo argomento.

Nella cerchia dei lupi, è da annoverare altresì il vice sindaco Oronzo Capoti.

Tutti ricordano nel 2016, i suoi manifesti elettorali che dapprima furono stampati con Antonio Vaglio sindaco e dopo una settimana con Pippi Mellone sindaco.

Difatti, l’attuale vice sindaco quando si rese conto che rimanendo con la coalizione di Vaglio si sarebbe frantumato le ossa, dall’oggi al domani cambiò manifesti e simboli con una indecenza politica incommentabile.

Oltre ad essere il vice sindaco, regge l’assessorato più potente : LAVORI  PUBBLICI.

Dulcis in fundo” tra i “drittoni” di questa amministrazione, vi è anche l’assessore all’ambiente per diritto divino ovvero Mino Natalizio.

Molti si ricordano in via Volta, sede del comitato elettorale di Marcello Risi, la sua strana espressione al momento dell’arrivo dei risultati dello scrutinio.

Nessuno avrebbe immaginato di vederlo dalla parte opposta con in mano quell’assessorato all’ambiente da lui sempre preteso con la sua caratterizzante abituale boria.

Non ha un’assessorato così importante per puro caso.

E’ assessore all’ambiente in quanto ha due consiglieri comunali di riferimento : Paolo Maccagnano ed Alessandro Presta.

Anche, questi ultimi, entrati dalla finestra e non dalla porta principale, oggi hanno un’incidenza e un peso sull’attività amministrativa che non hanno minimamente i melloniani della prima ora.

INVIATO  SPECIALE : Ho compreso chi sono i LUPI, adesso vorrei sapere chi sono i BALOCCHI.

FRATE  AUGUSTINO : I principali soprammobili di questa amministrazione sono “guarda caso” gli adepti della setta spirituale melloniana.

Coloro che non devono neanche rivolgere la parola a chi non ha il sangue “color mellone”.

  • Ettore Tollemeto, destituito dalla Presidenza del Consiglio, è assessore pro forma con deleghe che non hanno ne capo ne coda;
  • la Giuliettina Puglia, altra assessora pro forma nel senso stretto del termine;
  • Andrea Giuranna, Presidente del Consiglio.

Quest’ ultimo è indubbiamente il seguace più fidato del Dio Pippi.

Un vero e proprio Kamikaze.

 E poi ci sono gli altri assessori e consiglieri “non pervenuti” per usare un termine che ne indica l’inesistenza sotto ogni profilo da quello politico per finire a quello personale.

INVIATO  SPECIALE : Quindi, riassumendo !!!

In questo momento, stanno sostanzialmente governando i furbacchioni che solo in un secondo momento sono saliti sul carro dei vincitori.

Mentre chi era con Pippi Mellone, sin dall’inizio, ha solo un ruolo pro forma.

FRATE  AUGUSTINO : E’ l’incontestabile realtà.

Una realtà che non viene vista dalla gente comune e da tutte quelle persone melloniane sin dalla prima ora che per il loro Dio hanno fatto a botte su Facebook e che non sono state integrate realmente nell’azione amministrativa.

Il mio pensiero va al pensionato padre di una attivista della prima ora del gruppo melloniano.

Anche Ella oggi completamente fuori da tutto.

Lasciata al palo come tante altre.

L’impertinente padre non perde occasione per attaccare quelli che lui ritiene della “vecchia politica”.

Tutto ciò dimenticando che lui ha svolto un lavoro che ha una matrice politica indiscutibile.

In parole povere, anche lui è stato figlio di quella che oggi chiama “vecchia politica”.

E poi, un’ultima considerazione, in particolare quando si parla di moralità,  prima di parlare delle “case” degli altri, bisogna guardarsi in “casa” propria ….

 

 

 

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