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IL GRIDO DI UNA MADRE AL SINDACO: “CHIEDO A DIO DI FARTI PIANGERE COME ME”!

Oggi, la nostra attenzione è stata rivolta su di un comunicato stampa inviatoci dall’ Avv.Giuseppe Cozza, Presidente dell’associazione  “Officina Cittadina”.

La redazione di agorànotizia, nelle prossime ore contatterà il Presidente Avv.Giuseppe Cozza,  per promuovere concretamente  un iter solidale in merito a questa vicenda.

IL GRIDO DI UNA MADRE AL SINDACO: “CHIEDO DI FARTI PIANGERE COME ME”! E’ una storia triste e tragica: ad una famiglia di NARDO’ occorre IMMEDIATAMENTE aiuto! E’ una storia che interroga la coscienza di ognuno e PRETENDE che nessuno possa dire “io non sapevo nulla”: non servono le PAROLE, servono i FATTI!

Di fronte a questa situazione il primo a dover intervenire è il COMUNE DI NARDO’ che è a conoscenza della questione, e non da oggi.

Un BAMBINO VERSA IN TRAGICHE CONDIZIONI e la famiglia si è letteralmente “svenata”, sino al punto da perdere la casa di proprietà, pur di garantirgli l’esistenza: ora non ce la fa più!

Attenzione, qui non stiamo parlando di elemosina ma di SOLIDARIETA’, che rientra tra gli obbiettivi principali di un’amministrazione.

Il sindaco MELLONE è stato interessato della questione, più volte, dalla madre di questo bambino: fino a quando è stato possibile, con grande senso di dignità, la donna ha affrontato tutto ma ora, per sopravvenute ulteriori difficoltà, non ce la fa più.

E le ha spiegate queste nuove difficoltà insorte, proprio al sindaco ma, evidentemente, non è bastato. Alla fine la signora è esplosa ed ha vergato parole di fuoco (che stanno facendo il giro del web) contro Mellone: sono parole molto “pesanti”, chi le ha lette se ne è reso subito conto, sono la maledizione di una donna disperata! La goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo di disperazione consiste nella richiesta di un aiuto per affrontare una spesa imprevista: oltre a dover pagare l’affitto della casa, come mensilmente ha sempre fatto, la signora ha ricevuto una bolletta dell’Enel, che lei stessa ha definito “da panico”. Ebbene, leggete con attenzione le parole con cui questa madre disperata descrive la situazione che si è verificata DOPO aver chiesto aiuto a Mellone: “Mi scusi signor sindaco ma 250 euro è un aiuto secondo lei? Ieri erano 350 oggi 250 (euro). Te lo giuro che io mio figlio non lo metto in mostra per fare i soldi. Se no saresti arrivato in tv tanto a te piace metterti in mostra (omissis). Questa pezzente di mamma, si pezzente, così mi sono sentita, da UNA SETTIMANA CHE MI FAI ANDARE E VENIRE PER POI AVERE 250 EURO. Grazie. Te lo giuro, guarda io non prego da anni ma ora ricomincio, solo SE ESISTE UN DIO CHIEDO DI FARTI PIANGERE e ritorcere le budella come faccio io tutti i giorni”. Di cosa stiamo parlando? Non ce ne voglia nessuno, ma si possono spendere 40MILA EURO per la statua di un TORO (commissionata ad un artista), da collocare in una rotatoria, oppure 10MILA EURO per un’opera in “corten” e una croce nel cimitero (commissionata ad un altro artista), per non parlare di altre migliaia di euro, sapendo che esistono SITUAZIONI DISPERATE come quella di questa famiglia neretina? Si possono spendere centinaia di migliaia di euro per lo STAFF del sindaco, sapendo, ad esempio, che con il solo stipendio del portavoce questa famiglia vivrebbe molto meglio? E poi, Mellone si vanta di aver decurtato il suo stipendio di 5MILA EURO all’anno: invece di dare tale somma ad un’associazione perché non l’ha data, se non tutta almeno una parte, a questa famiglia? Davvero, di cosa stiamo parlando? Che si muova Mellone, e con lui si muovano tutti gli assessori e i consiglieri comunali: facciano le proposte necessarie e trovino la soluzione e il denaro per alleviare le sofferenze di questa famiglia. Una soluzione STABILE e DURATURA, non limitata a un breve periodo di tempo! E dopo il Comune tocca anche a chi, per sua missione, si è votato alla cura e protezione del “prossimo”.

E’ possibile che la CHIESA di Nardò, sino ad OGGI, non abbia saputo nulla di questa situazione. Da ADESSO, però, la conosce! Crediamo che ben possa, da SUBITO, intervenire

CONCRETAMENTE facendosi carico di questi “fratelli” che hanno il diritto di vivere con dignità. E’ questo il momento di tradurre in FATTI gli insegnamenti evangelici: siamo sicuri che succederà! La Diocesi di Nardò è GRANDE e RICCA: provveda con un primo trasferimento di denaro in favore di questa famiglia che SOFFRE oltre ad assicurarle la pronta e costante cura spirituale per cercare di alleviarne le sofferenze.

Poi intraprenda tutte le iniziative che coinvolgano i fedeli, i tanti buoni cattolici che vivono a Nardò, che non lesineranno un aiuto, come sempre hanno fatto e faranno, IN SILENZIO, senza manifesti o pubblicità. E’ questo il momento di dimostrare che Nardò è una comunità, unita e solidale: MUOVIAMOCI! Officina Cittadina

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