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CARO MELLONE TRA IL DIRE E IL FARE LA “MERDA” È RIMASTA IN MEZZO AL MARE.

In questi giorni sta circolando su Fb un vecchio manifesto della propaganda di Mellone prima di essere eletto Sindaco della città.
Da una rapida lettura delle accuse lanciate dall’allora consigliere di opposizione e candidato Sindaco è facile notare come nel paese nulla sia cambiato anzi è, a dir poco, peggiorato.
La “MERDA” cesarina, tanto osteggiata in campagna elettorale, è diventata una realtà senza ottenere i ristori promessi (fognatura alle marine).
S.Isidoro, Torre Squillace e Torre Inserraglio non otterranno ciò che era già stato stabilito dal vecchio protocollo d’intesa sottoscritto dall’allora Sindaco Risi e, pertanto, i residenti delle zone interessate dovranno dire grazie a Mellone per non avere più, come contropartita, un impianto adeguato alle loro esigenze.
Eppure c’erano pronti i carri armati ad intervenire e 3000 firme raccolte da persone che credevano realmente nel “Cambiamento” e sono rimaste deluse.
Che dire poi sui soldi a pioggia per balletti e telefoni?
Anche su questo punto tutto immutato!
I costi della telefonia magicamente aumentati e anche quelli spesi per spettacoli di dubbia qualità arrivati alle stelle.
Sulla riapertura dell’ospedale meglio chiudere un velo pietoso visto che anche sul “Punto di primo intervento” è stata mestamente scritta la parola fine.
Una risorsa, come la Farmacia Comunale svenduta per far posto a rotatorie di discutibile utilità.
Quanti ammalati indigenti potevano usufruire dei vantaggi di avere medicinali a basso costo e, quando impossibilitati a muoversi, trasportati anche in modo gratuito nelle loro case?
Oggi questi vantaggi oggettivi sono negati ai neritini.
Vogliamo continuare a parlare dell’assegnazione discussa del bar dell’area mercatale?
L’avvocato Mellone , per non far mancare nulla alla sua linea di continuità disegnata con la vecchia amministrazione, ha pensato bene di imporre la sua volontà (questa volta senza dar modo di discutere) nel “conferire” beni pubblici con contratti a dir poco ridicoli.
Vogliamo ricordare i Campetti di Via XXV Luglio, Il Parco Raho e i locali destinati ad associazioni amiche,solo per citarne qualcuna, consegnati senza alcuna gara d’appalto neppure creata in modo apparente?
Affidamento diretto la parola d’ordine giusto per ribadire CHI comanda nel paese!
Sulle DISCARICHE meglio non aprire bocca visti i numerosi tentativi, per ora andati a vuoto, di far arrivare sul nostro territorio enormi ECOMOSTRI non voluti da altre amministrazioni più accorte e libere di decidere.
Sprechi anche con le inutili lotte personali, Ditta Borgia e Associazioni storiche cittadine, che hanno pesato non poco sulle tasche dei contribuenti ( oltre 100mila euro).
Nardò ormai vista come un possedimento privato e non come un bene pubblico da gestire con oculatezza e attenzione.
Sprechi anche nel tenere in piedi uno Staff del Sindaco( cifre più che doppie rispetto al passato) con un Portavoce buono solo a bannare i poco graditi sui social ed ad imbastire lodi inesistenti per l’operato amministrativo.
Sembra quasi di rivedere il più famoso Istituto Luce all’opera.
Per finire meglio non metter voce sul tasto dolente delle tasse per non aumentare la magra figura del nostro Sindaco e dei suoi fedeli.
Tari al massimo dei costi con un servizio pessimo come ritorno.
Così no va!
Ormai i cittadini di Nardò hanno riaperto gli occhi e neanche l’aiuto del governatore Emiliano servirà più a far cambiare idea sulle questioni aperte e mai risolte in città.
Caro Sindaco sono rimaste poche frecce al tuo arco e quando saranno compiute le ultime operazioni, già in atto, piste ciclabili in città e a S. Maria, l’intera città si rivolterà contro.
Progetti inutili e dispendiosi che peseranno non poco nelle tasche dei neritini, visto che la seconda pista verrà realizzata con fondi di bilancio attraverso un mutuo acceso con le banche per 3 milioni di euro.
Chi paga ?
Sempre la Città! Preparatevi a cacciare i soldi!

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