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INSEGNANTE NERETINA INDAGATA

L’accusa: bambini e bambine di una scuola dell’infanzia presi a schiaffi dalla maestra. La donna, a giugno sospesa dall’insegnamento, ora è sotto processo.
Ventisette bambini di una scuola dell’infanzia di Nardò offesi e presi a schiaffi e pugni: è la pesante accusa da cui dovrà difendersi un’insegnante 61enne neretina, nel giugno scorsa sospesa dall’insegnamento a minori con divieto di esercitare la professione per sei mesi.

Paura, crisi di pianto, fughe all’avvicinarsi della maestra e persino sonno disturbato quando erano a casa: il clima di vero e proprio panico all’interno della classe causato dalla donna è stato documentato dal 27 febbraio all’11 aprile dai Carabinieri di Nardò guidati dal luogotenente Vito De Giorgi e coordinati dal pm Donatella Palumbo grazie a cimici e microspie piazzate all’interno della scuola.

I fatti sono stati tristemente confermati anche da lividi sul corpo di un bambino.

Segni dei quali si è accorta la madre del piccolo, che ha poi fatto sì che partissero le indagini convincendo poi il giudice, una volta acquisito il “cospicuo” materiale raccolto dai militari, a sospendere la maestra.

Le intercettazioni ambientali contenute nell’ordinanza a firma del gip Edoardo D’Ambrosio riportano una vera e propria carrellata di insulti, minacce e intimidazioni lanciati dalla maestra sugli scolari.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia l’insegnante ha dichiarato di aver adottato metodi d’insegnamento fin troppo severi in un contesto difficile, con trenta alunni vivaci da gestire. Già dopo Ferragosto, l’avvocato difensore della donna, Giuseppe Bonsegna, ha depositato memorie difensive contenenti anche dichiarazioni di alcune colleghe della maestra.

La donna ha adesso venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogata o produrre altra documentazione.

I genitori dei piccoli sono invece assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Anna Inguscio, Cosimo Perrone, Antonio Greco, Paolo Nuzzo, Antonio Falangone e Anna Sabato.

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