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ACCUSE VIA SOCIAL, L’EX SINDACO DI LECCE REPLICA A UN NERETINO: «O TI SCUSI O TI QUERELO»

Paolo Perrone smentisce di aver attraversato in auto una zona pedonale, rimprovero “piovutogli” addosso oggi su Facebook

L’episodio è accaduto in mattinata quando un professionista neretino da anni residente a Lecce ha pubblicato un post sul proprio profilo Facebook prendendo di mira, pur senza citarlo, l’ex primo cittadino Paolo Perrone. «Allucinante! Ero con amici in Piazza Sant’Oronzo! Per sfuggire all’ingorgo del Viale XXV Luglio – scrive l’uomo – due giorni fa all’altezza di via Fazzi notavamo una lussuosa ammiraglia coupè Peugeot grigio tortora che entrava in Piazza Sant’Oronzo, la tagliava ed imboccava Via Trinchese per proseguire fino a Piazza Mazzini in piena zona pedonale… e vedevamo chi era.                                               

 Ci vedeva anche lui e rimaneva male per la grandissima figura di m… Era un ex sindaco a caso! Vergogna! E i Vigili?». L’accusa a Perrone sarebbe quindi, secondo quanto scritto dall’uomo, quella di aver attraversato in auto un’area pedonale in centro.

Non si è fatta attendere la smentita, sempre via Facebook, dell’ex sindaco di Lecce: «Nome a parte – replica Perrone rivolgendosi direttamente al suo accusatore – hai dato a chi ti legge tutti i riferimenti utili a far passare l’informazione che l’uomo nella Peugeot sia Paolo Perrone, l’unico ex sindaco di sesso maschile ancora in vita.

Bene, anzi male, ti comunico che non ero io. Non ho una “lussuosa ammiraglia coupè Peugeot grigio tortora”, non salgo da mesi su una Peugeot di qualche tipo, due giorni fa sono rimasto sino a tardi in ufficio, alla periferia della città.

Per cui o hai le traveggole oppure è “colpa” della solita e solida insofferenza che hai da anni per me e le mie amministrazioni». Infine, la richiesta di scuse: «Però, visto che dici di avere un video – conclude Perrone – pubblicalo! Che aspetti?

Se non sono io, mi chiederai scusa (e rinuncerò a querelarti). Altrimenti, ti chiederò scusa io (e poi andrò a curarmi per i sintomi di un disturbo bipolare)».

Autore Articolo Redazione