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NARDÒ: IL CLERO DOPO I SILENZI RIACQUISTA IL DONO DELLA PAROLA!

La Gazzetta Del Mezzogiorno di ieri, 27/08/2019, ha riportato un articolo sulla difficile scelta operata da Don Riccardo Personé nella sua Parrocchia della Beata Vergine Addolorata delle Cenate di Nardò. Il giovane sacerdote nel tentativo di far riacquistare una spiritualità più sana ai propri parrocchiani ha abbandonato la via dei classici festeggiamenti e delle organizzazioni di sagre nelle attività svolte dall’oratorio.

Una decisione che se da una parte ha sollevato dei malumori tra i fedeli dall’altra ha fatto riscoprire una nuova realtà mistica lontana dai riti pagani fatti propri, nel tempo, dalle comunità religiose. Sui social la notizia è stata ripresa dalla pagina Facebook “Nardòdenuncia” e sin qui nulla di strano.

La sorpresa è giunta dai commenti sarcastici e pieni risentimento nei confronti della pagina social, rea di aver condiviso l’informazione fornita dalla Gazzetta, non da parte dei soliti noti che si nutrono di pane e facebook ma bensì dal vice parroco della cattedrale Don Luigi Previterio e da un elemento vicino agli ambienti ecclesiali.

Don Luigi nel suo commento ” Grazie Nardodenuncia tutti noi altri sacerdoti facciamo proprio schifo” sembra lasciare intendere che nella diocesi di Nardò esistono anche altri sacerdoti che operano in maniera consona alle regole e certamente non si sentono inferiori all’attività posta in essere da Don Riccardo nella sua Parrocchia pur mantenendo un profilo meno social nel loro lavoro.

Ancora più piccante la seconda osservazione espressa da parte di un giovane contiguo al mondo della Chiesa che plaude sarcasticamente l’operato del parroco delle Cenate per poi mettere in evidenza, in modo negativo, la troppa socialità dello stesso nella sua attività quotidiana.

Agorà-notizia non vuole entrare nel merito di una questione che ha bisogno di un dialogo più sereno per trovare un punto di intesa che possa far scrivere la parola “fine” alla diatriba in atto.

Certamente la Diocesi di Nardò – Gallipoli dà l’impressione di essere lacerata nel suo interno e questa uscita inappropriata, da parte del vice parroco della Cattedrale, conferma le voci che circolano da tempo.

Noi comunque non dimentichiamo il silenzio assordante di tutta la comunità diocesana quando ad essere attaccato è stato, solo pochi mesi fa, Don Giuseppe Raho.

Nessuno ha mosso un dito quando il sindaco Mellone ha “offeso” e sollevato dei seri dubbi sulla moralità e sull’operato del sacerdote nella gestione dei campetti affidati alla parrocchia di Santa Maria degli Angeli.

Eppure la solidarietà tra uomini al servizio della Chiesa dovrebbe essere la base fondamentale per creare una forte unità corporativa per dare delle certezze ai fedeli.

Come mai oggi per un caso di assoluta minore importanza rispetto all’episodio accaduto in precedenza si è passati dal mutismo totale all’esacerbato risentimento per il semplice fatto che un sacerdote (Don Riccardo) ha avuto il coraggio di affermare delle verità che dovrebbero essere riconosciute da tutti come tali? D’altronde non è stato Gesù il primo a voler cacciare i mercanti dal Tempio?

Le sagre e le feste non sono altro che una riedizione della vecchia falsa sacralità condannata da Gesù quindi perché fare degli appunti a Don Riccardo per la sola colpa di seguire i suoi insegnamenti? Don Giuseppe Raho è stato lasciato solo a pochi mesi dal suo pensionamento, un uomo e un sacerdote che ha sempre ben operato nella sua parrocchia, nata in un piccolo garage, ora si spera che non venga fatto il vuoto anche intorno a Don Riccardo per la sola colpa di aver voluto riportare una più alta spiritualità tra i fedeli.

#chiesacomenutrimentodellospirito #viaimercantidaltempio

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