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RIFIUTI “RIFIUTATI” IL TRIANGOLO DELLA MONNEZZA GALATONE-POGGIARDO-NARDÒ

Un analisi minuziosa riportata sulla bacheca personale del giornalista neritino Stefano Manca

6 GIUGNO: il Presidente della Regione ordina al gestore dell’impianto per il trattamento meccanico biologico “Progetto Ambiente” di Poggiardo, di “ospitare” anche i rifiuti aventi codice CER 200108 (in sostanza, l’umido che finisce nel contenitore marrone).

8 GIUGNO: il sindaco di Poggiardo emana un’ordinanza con cui ordina al gestore di suddetto impianto di non accogliere né consentire, dal 10 giugno, il conferimento di tale rifiuto

21 GIUGNO: il Presidente della Regione e Ager ordinano ad alcuni gestori di impianti (compreso quello di Poggiardo) di trattare tali rifiuti fino al 31 luglio 2019, ferma restando la capacità di trattamento dell’impianto stesso

24 GIUGNO: il Comune di Poggiardo scrive a Polizia Locale, Carabinieri, Noe, Ager e gestore dell’impianto evidenziando il contrasto fra l’ordinanza regionale e il provvedimento del sindaco, invitando infine le forze dell’ordine a far rispettare l’ordinanza del sindaco, autorità sanitaria locale e di pubblica sicurezza.

26, 27, 28 e 29 GIUGNO: la Polizia Locale di Poggiardo rileva e documenta ingresso di mezzi trasportanti rifiuto “umido” nell’impianto.

28 GIUGNO: il Comune di Poggiardo in effetti viene a conoscenza da una nota regionale dell’Ager che il Presidente della Regione disponeva nei giorni suddetti conferimento di rifiuto umido proveniente anche dalle Aro 11 e 6 (quindi, Nardò compresa).

2 LUGLIO: il Comune di Poggiardo ordina al gestore di rispettare l’ordinanza che vieta il conferimento di rifiuto “umido”, vietando agli automezzi adibiti a trasporto di tale rifiuto anche il solo transito sulle strade comunali attorno all’impianto; invita la Polizia Locale ad adottare sanzioni se necessario.

31 LUGLIO: nel frattempo il centro di trasferenza di Galatone “Cave Marra” opera a pieno regime, accogliendo non solo i rifiuti dell’Aro6 ma anche quelli di altri territori. Per questo motivo tale impianto supera rapidamente i limiti autorizzati e il sindaco Flavio Filoni annuncia la sospensione della trasferenza per avvenuto raggiungimento dei quantitativi massimi di rifiuti. Nella circostanza viene anche sollecitato l’iter giacente presso la Provincia di Lecce “per l’impianto di trasferenza di Nardò”.

1 AGOSTO: si torna a citare Poggiardo come sito di conferimento e il Comune ribadisce che non verrà consentito il conferimento di rifiuto “umido” nell’impianto della propria città, anche alla luce delle ordinanze sindacali di giugno e luglio

2 AGOSTO: il Comune di Galatone, di ritorno da Bari con una propria delegazione, annuncia l’accordo con l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Stea e il Presidente di Ager Gianfranco Grandaliano. Cosa dice l’accordo: stop ai conferimenti nell’impianto di Galatone, nuovo centro di trasferenza attivato nel giro di pochi giorni (quello di Nardò, si vocifera) e nel frattempo conferimento dei rifiuti a Poggiardo.

3 AGOSTO: Regione e Ager comunicano agli enti coinvolti che dal 3 al 10 agosto i territori dell’Aro6 conferiranno il rifiuto “umido” presso l’impianto di Poggiardo

5 AGOSTO: il Comune di Poggiardo dalle sei del mattino fa presidiare l’impianto da Carabinieri e Polizia Locale; quest’ultima multa quattro auto-compattatori contenenti rifiuto organico provenienti da Nardò invitandoli a tornare indietro.

“Nei prossimi giorni – fa sapere il Comune di Poggiardo – continuerà la vigilanza presso l’impianto”. Domanda: domani lo ritirano l’umido… giusto?

 

Autore Articolo Redazione