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AI PRODUTTORI DI ANGURIE DI NARDO’: FORSE E’ VENUTO IL TEMPO DI CHIUDERE.

CHI conosce l’agricoltura SA che, in questo periodo, Nardò è un importante mercato per le augurie .

CHI pensa di conoscere TUTTE le norme di Legge, DI TUTTI I TIPI (e quindi non solo penali), SA quanto sia difficile superare la paura di poterne IGNORARE qualcuna: sono TANTE le disposizioni in materia, il REATO DI CAPORALATO è solo una di queste. L’imprenditore, che assume un lavoratore, deve osservare alcune regole, tra le quali: 1) a sue spese, deve sottoporre il lavoratore alla visita medica preventiva, da parte del competente medico, che deve prevedere “la capacità del lavoratore in rapporto alla propria salute e sicurezza”. (Se non lo fa, è punito con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro). 2) a sue spese, deve fornire al lavoratore “una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche”. (Se non lo fa, è punito con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro). 3) deve garantire il necessario in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza. (Se non lo fa, è punito con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro). 4) deve garantire “erogatori di acqua potabile per potersi lavare e dissetare” e i “bagni chimici”. (Se non lo fa, è punito con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro). 5) deve fornire agli operai i DPI (dispositivi protezione individuale): copricapo a protezione dei rischi derivanti dalle irradiazioni solari, maglietta, pantaloni antistrappo, scarpe antinfortunio e guanti. (Se non lo fa, è punito con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro). 6) deve osservare le norme riguardanti l’orario di lavoro, il riposo giornaliero e quello settimanale. Nel caso della RACCOLTA DELLE ANGURIE, come ho già scritto in altro articolo, gli operai devono percepire, per sei ore e quaranta di lavoro, la somma di circa euro 52.00. In più possono lavorare lo straordinario, con una maggiorazione del 25% per ogni ora (circa 11.20 euro all’ora). QUESTE LE PRINCIPALI NORME: LASCIO DA PARTE QUELLE FORMALI ATTINENTI L’ASSUNZIONE, LE COMUNICAZIONI AI COMPETENTI UFFICI, ECC. ATTENZIONE: oltre a quelle indicate in precedenza, c’è poi una norma MOLTO PIU’ GRAVE: quella che reprime il CAPORALATO, ossia l’art. 603 bis del Codice Penale (per ragioni di spazio non la riporto ma la potete trovare on line digitando “art. 603 bis codice penale”), MOLTO ELASTICA, che apre la strada, ove non applicata cum grano salis, a situazioni molto GRAVI.

FACCIO UN ESEMPIO CONCRETO CON RIFERIMENTO ALLE ANGURIE E AGLI OPERAI EXTRACOMUNITARI CHE LE RACCOLGONO. Un imprenditore, che deve raccogliere angurie, ASSUME SEI OPERAI (le squadre sono composte da sei persone) in possesso del permesso di soggiorno e rispetta gli impegni innanzi descritti. Costoro, però, RIGUARDO ALLA PAGA, gli dicono che “loro non lavorano se non vengono pagati a 1.40 a quintale” perché la paga “a giornata è poca”! Il perché è presto detto e CHIUNQUE può fare i conti: – se lavorano “A GIORNATA” la paga ammonta, per il tempo massimo di 9 ore e cinquanta minuti (comprensivo di 3 ore di straordinario), a EURO 85.60 (da cui il lavoratore deve detrarre la parte di contributi a suo carico che deve versare); – se lavorano “A COTTIMO”, e riempiono tre autocarri al giorno, diciamo 1000 quintali (ogni camion carica intorno ai 300 q.li), ogni lavoratore guadagna più del DOPPIO (il calcolo è facile: 1000 q.li x 1.40 a q.le = 1.400 euro. 1.400 euro : 6 (componenti squadra) = 233 euro A TESTA! Può succedere così che, MENTRE SI RACCOLGONO LE ANGURIE in un campo, intervenga un controllo e la situazione che si presenta agli ispettori sia la seguente: – i lavoratori sono a torso nudo e scalzi (però l’imprenditore li ha dotati di cappellino, maglietta, ecc.: però loro non li indossano perché non sono capaci di lavorare con scarpe antiinfortunio, guanti, ecc.); – non c’è l’erogatore per l’acqua potabile (ma hanno i thermos con l’acqua); – manca il bagno chimico; – i lavoratori dichiarano di ricevere la paga di 1.40 a quintale e che stanno lavorando da nove ore (ma non specificano che tra un camion e l’altro la pausa è di almeno due ore). Arriva l’imprenditore sul campo, perché magari assente in quanto impegnato altrove, e sapete quasi certamente cosa succede? Che l’imprenditore, insieme agli operai, viene condotto in caserma e, dopo ore, viene posto, dal Pubblico Ministero, agli ARRESTI DOMICILIARI (ma potrebbe anche essere condotto in carcere) in quanto accusato di CAPORALATO, perché, con riguardo agli operai extracomunitari, ha: “APPROFITTATO DEL LORO STATO DI BISOGNO, derivante: a) dalla loro condizione di immigrati; b) dalla necessità di provvedere al sostentamento dei loro nuclei familiari e dal timore di perdere l’unica fonte di sostentamento; LI HA SOTTOPOSTI A CONDIZIONI DI SFRUTTAMENTO, in particolare con: – reiterata corresponsione di retribuzione palesemente difforme da quella prevista dalla contrattazione collettiva del settore agricolo e comunque sproporzionata per qualità e quantità al lavoro prestato, in quanto i braccianti venivano retribuiti non con paga a orario ma a cottimo pari a 1.40 a quintale; – violazione delle norme a tutela della sicurezza e di igiene dei posti di lavoro (mancava il bagno chimico) e del DPI (cappellini, maglietta, scarpe, guanti, ecc.)”. Avete compreso perché prima ho parlato di “INTERPRETAZIONE ELASTICA” delle norme? Perché un altro ipotetico Pubblico Ministero, di fronte alla stessa situazione, potrebbe dire che, nella fattispecie, il reato di Caporalato NON E’ RAVVISABILE, in quanto: – la paga di 1.40 a quintale è più alta DEL DOPPIO rispetto a quella prevista dalla normativa vigente; – che la condizione di immigrato, con regolare permesso di soggiorno, è identica a quella di tutti gli altri operai, compresi gli italiani; – che tutte le persone, e quindi anche gli operai extracomunitari, hanno la necessità di provvedere al sostentamento della loro famiglia ed hanno la possibilità di perdere il lavoro; – che per la mancanza del bagno chimico e dei vestiti, compreso il cappellino, basta applicare l’ammenda prevista dalle norme di cui sopra. Poi, questo stesso ipotetico Pubblico Ministero, volendo fare un riscontro oggettivo, potrebbe inviare le forze di polizia negli esercizi commerciali provvisti di money transfer (o uguali sistemi di invio di contante) e acquisire la documentazione relativa ai TRASFERIMENTI DI CONTANTI, effettuati dai lavoratori extracomunitari nei paesi di origine: probabilmente rimarrebbe stupito dal constatare la GRANDE QUANTITA’ DI DENARO in questione.

E’ questo il mio punto di vista e, proprio perché si tratta di una norma elastica, TROPPO, dico agli imprenditori che, forse, è venuto il momento di smettere di produrre angurie a Nardò.

Avv. Giuseppe Cozza

Autore Articolo Redazione