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Giuseppe Fracella: Mellone, l’opposizione e l’inutile siparietto

Gli ultimi avvenimenti della politica cittadina hanno rimarcato la velleità di una opposizione che per come è composta e rappresentata mai ridiventera’ maggioranza.

Mellone è sindaco proprio grazie ai capponi di Renzo che ora gridano al lupo immemori di essere stati artefici del mercato delle vacche.
Sono patetici quando rivendicano mancanza di democrazia facendo finta di non sapere che senza gli adepti di Mellone l’antifascistissimo presidente della provincia di Lecce sarebbe rimasto a guardia del Rivellino e loro avrebbero incassato l’ennesima sconfitta.
Non si ricostruisce alimentando rabbia, non si riaggrega innalzando muri.
Fare i nomi sui tanti giri di valzer è come sparare sulla croce rossa. I miserevoli contentini di “vicentato” da palazzo dei Celestini e di palazzo Persone’ erano tanto richiesti ieri quanto vituperati oggi, senza dimenticare che chi oggi da fiato alle trombe di un centro-sinistra stonato era ieri alla corte di re Silvio.
Per questo Mellone ha gioco facile, perché dall’altra parte c’è il nulla.
Come si può additare l’attuale amministrazione quale artefice della discarica facendo finta di non sapere chi agli inizi degli anni ’90 la concepi’, come si può parlare di mancata bonifica quando dal 2002 al 2011 nulla si è fatto per la messa in sicurezza e la totale bonifica? Come si può dimenticare che sull’aera risanata di Pendinello vi era in progetto la realizzazione di un canile comunale stoppato in fase embrionale per reconditi fini ?Come si può.
È la mancanza della politica a generare il caos, della vera politica. È un rituale del passato, dai clan, ai figli dei figli. Dov’è la credibilità del novello Renzi? Oppure si può sopravvivere essendo figli d’arte ?
Purtroppo per Nardò non si possono ricreare i presupposti per un rilancio della politica quando si cerca di creare consenso spicciolo sui danni dei temporali estivi, quella è rabbia da allagamento, non è progetto politico.
Per questo Mellone è meglio di chi ora rappresenta i tromboni stonati di un centro sinistra in stato confusionale stretto tra le lucide follie di Emiliano e le minchiate degli osservatori antifascisti nel deserto dei tartari del barbutos di Gallipoli.
Forse un centrodestra serio dovrebbe fare i conti con un passato poco onorevole dove gli sversamenti di botti di voti spuntati hanno prodotto il nulla.
Riparlare seriamente del futuro di Nardò è d’obbligo, 2 anni passano in fretta. La svolta totale va rafforzata non demonizzata.

Autore Articolo Redazione