Dopo la conta dei danni a Nardò, chi pagherà ora il dramma vissuto dai cittadini neritini?

Al netto delle farneticanti accuse di strumentalizzare eventi “non  prevedibili”, vorrei rivolgere qualche domanda concreta a chi oggi usa le piattaforme social come vetrina per informare puntualmente i cittadini di Nardò, di quanto una rivoluzione volta al cambiamento è riuscita in tre anni a “produrre”.

Va bene progettare una città che guarda al futuro, ma prima di proiettarla con cantieri in ogni  dove di grossa caratura e dispendiosità  in termini di denaro,  avrebbero dovuto almeno esser riusciti, se pur in parte, a risolvere quelle criticità che appartengono al passato.

Dopo una lunga riflessione e soltando dopo essermi documentato su quanto è accaduto ieri in città e in gran parte del versante salentino, vorrei delle risposte in merito a qualche domanda che mi sono posto e che pongo alle grandi menti pensanti e detentori di presunta verità assoluta  e che probabilmente ancora credono che basta un selfie o un comunicato stampa per tenere in pugno i cittadini di Nardò.

Perché nonostante l’avviso di allerta, emanato dalla protezione civile, il Sindaco, non ha predisposto le dovute misure previste? Per assicurare nell’ambito del territorio comunale la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione, in caso d’emergenza è prevista l’attivazione del Centro Operativo Comunale(C.O.C.) presso il Comando di Polizia Municipale sito in via Crispi.

Perché pur sapendo non è stato attivato, con un livello arancione di pericolo? Al C.O.C. fanno riferimento diversi livelli decisionali di tutta la struttura di protezione civile comunale, in supporto all’azione dell’autorità locale di protezione civile che è, per legge, il Sindaco della città.

Il C.O.C. può essere attivato in fase di preallarme secondo le procedure stabilite dal piano locale di Protezione civile. PERCHE’ SI ATTIVA IL CENTRO OPERATIVO COMUNALE? Il Responsabile della Protezione Civile, nel nostro caso il Comandante dei Vigili Urbani, posto a conoscenza di un evento calamitoso o d’emergenza, previsto o in atto, può e dovrebbe attivare e presiedere il C.O.C. attribuendo a ciascuna area funzionale coinvolta i relativi compiti, secondo le procedure operative ipotizzate dal piano comunale di protezione civile. Il responsabile del C.O.C. provvede: 1.

Ad attivare le immediate reperibilità dei Responsabili delle varie Funzioni previste per l’attivazione del C.O.C. ; 2. a disporre l’attivazione dei monitoraggi dell’evento; 3. a disporre il controllo del territorio, la delimitazione delle aree a rischio, gli eventuali sgomberi cautelativi, la predisposizione delle transenne stradali e quant’altro necessiti per assicurare la pubblica e privata incolumità e l’organizzazione dei soccorsi, con l’impiego dei vigili urbani, assistita dal Volontariato; 4. ad avvisare il Sindaco e ad informarlo sullo stato dell’emergenza in atto.

Il Sindaco, invece, o in sua assenza il responsabile del C.O.C. provvede: 1. a disporre l’allertamento e l’informazione alla popolazione; 2. a disporre l’eventuale organizzazione e presidio delle aree – strutture d’attesa; 3. a disporre l’allestimento delle aree – strutture di ricovero per la popolazione. Detto questo le domande sono: perché non è stato attivato il C.O.C. preventivamente da parte del Comandante dei Vigili Urbani? Il Sindaco poteva sapere solo se informato dal responsabile del Servizio.

Carmine Sanasi

Autore Articolo Redazione

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