CronacaNardò

Inchiesta sul servizio d’illuminazione cimiteriale neritina: Indagati il primo cittadino e sette assessori

Una tegola sull’Amministrazione di Nardò, retta da Pippi Mellone del movimento civico di destra “Andare Oltre”. Il primo cittadino e 8 nomi della giunta risultano iscritti nel registro degli indagati ( come atto dovuto) con l’accusa di abuso d’ufficio,alcuni nomi in carica fino a qualche settimana fa .
Gli assessori interessati dalla vicenda sono il vicesindaco Oronzo Capoti, Mino Natalizio, Ettore Tollemeto, Gianpiero Lupo, Maria Grazia Sodero, Giulia Puglia e Stefania Albano. All’epoca, parliamo del 2018, era da poco iniziata la battaglia legale tra l’Amministrazione comunale e la ditta “Borgia Giovanni” a cui l’ente contestava serie di inadempimenti sul servizio di illuminazione votiva cimiteriale.
Il pubblico ministero della procura della Repubblica di Lecce, Donatella Palumbo, non ritenendo sufficiente il tempo per completare le indagini preliminari, non avendo acquisito ancora probabilmente approfondimenti investigativi necessari, ha chiesto al Gip altri sei mesi di proroga.
Il giudice per le indagini preliminari Giulia Proto ha notificato il provvedimento agli otto politici conivolti nella vicenda comunicando il tempo previsto dalla legge per la presentazione di eventuali memorie difensive. La vicenda inizia nel 2017 con la revoca della concessione trentennale con cui la ditta gestisce i servizi collegati all’illuminazione votiva nel cimitero neretino comunale sin dal 1991. La Borgia intraprende una battaglia legale a suon di carte bollate nei tribunali amministrativi tra Tar e Consiglio di Stato con diverse udienze nel corso della fine del 2017 e per l’intero 2018.
Nel frattempo l’Amministrazione comunale affida il servizio alla ditta Ariete, altro atto fortemente contestato dalla “Borgia”. Ora anche la procura della Repubblica con ulteriori investigazioni. A metà dello scorso aprile l’appalto è stato restituito a Borgia con un atto di transazione firmato dal sindaco Mellone, da titolare della ditta, dagli avvocati Giovanni Pellegrino (per Borgia) e Paolo Gaballo (per il Comune) e dal dirigente comunale, l’ingegnere Cosimo Pellegrino.

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