AgoràNotizia

Diario delle piccole invidie quotidiane ed esistenziali. *Assolutamente da leggere”

Di Giuseppe Resta-L’invidia non è un sentimento che mi appartiene.
Anche perché so che dietro a quello che altri invidiano spesso ci sono contrappesi e contrappassi negativi.
Però delle piccole invidie quotidiane ed esistenziali me le consento.
– L’invidia di chi mangia e non ingrassa, quella è forte;
– L’invidia di chi sa suonare bene e può improvvisare tutto con tutti;
– L’invidia di chi è sempre convinto di essere il migliore;
– L’invidia di quelli che si sono sempre creduti belli e indispensabili;
– L’invidia di chi non ha scrupoli e dubbi mai;
– L’invidia di chi pensa di non dover morire mai;
– L’invidia di chi sa vendere fumo e truffare la gente, e continuare a farlo nonostante altri sappiano che è un truffatore.
Sull’ultima invidia vorrei essere più chiaro.

Senza spostarsi oltre, rimanendo nel mio ambito lavorativo, da un osservatorio professionale lungo più di 35 anni, posso dire che ho conosciuto persone incredibili. Tizi che hanno truffato mezzo mondo, e che mezzo mondo sa che sono truffatori, ma che riescono ad essere così bravi e convincenti da addentrarsi ed espandere le loro arti truffaldine nell’altro mezzo mondo ancora da truffare. E trovarlo aperto e accogliente.
Se la calunnia è un venticello, pare che la truffa non lo sia. D’altronde se non lo fosse alla prima le porte si chiuderebbero. Invece ci sono truffatori di lunga pezza.
Certi signori, grandi venditori di fumo, evidentemente contando su un raffinato fiuto nel sapersi scegliere il target, imperversano con successo seminando atrocità, che vengono scoperte solo a fine rapporti. Nonostante questo non sono banditi dal mercato del lavoro, ma sono osannati, rispettati, chiamati, invocati, celebrati.
Con un artigiano bravissimo, uno scrupoloso da far paura, ci troviamo spesso a raccontarci come, pur avendo fatto sempre il meglio, con scrupolo, competenza, precisione e soprattutto sincerità, troviamo clienti che ti fanno la partaccia per un nonnulla, che pretendono l’impossibile, che ti accusano dei propri errori e delle proprie scelte, anche contrarie a quelle tue. Clienti che di fronte alla tua schietta semplicità e ai consigli più chiari e spassionati ti cambiano in cerca di qualcuno che li illuda e li freghi. La verità, come asseriva la Caselli, o fa male o non piace. Per carità, tutti sbagliamo. Ma l’errore e casuale, non dev’essere mai sistematico.
Mentre chi agisce senza scrupolo e ritegno, semina solo fumo e parole, combina guai, continua ad essere acclamato come un eroe. Nonostante poi tutti, alla fine, rimangano scontenti, tal tipo di soggetto si propaga e trova credito.
L’effetto speciale vince facile in un mondo di annusatori di fumi senza arrosti.
Si può non invidiare questi abili manipolatori di persone?
Io li invidio. Vorrei essere nato così. Giuro.
Beati loro.
Riescono a vendere Sogni. Evidentemente trovano tanti disposti a pagarli. A farsi irretire da affubulazioni vuote e inconcludenti.
Poi penso: non è così anche in politica, in economia, sul mercato?
Sì: l’apparenza ormai ha sconfitto la sostanza.
La pubblicità è l’unica dea. Non la ragione.

Related Articles