SI CHIUDONO PORTE AL “SAMBIASI”. MA QUANDO SE NE APRE QUALCUNA, COME PROMESSO?

Il Presidio territoriale di assistenza “Sambiasi” di Nardò sarà interessato, alla fine del prossimo mese di settembre, da alcuni provvedimenti dell’ASL. In particolare, è prevista la chiusura definitiva del Punto di primo intervento e il trasferimento dell’Unità Operativa di Lungodegenza all’ospedale di Copertino il 15 ottobre 2018, con blocco dei ricoveri presso la struttura di Nardò a partire dal 1° ottobre.

Con riferimento alla chiusura del P.P.I., l’assegnazione di una seconda utilissima unità di 118 (medicalizzata) – contemplata dalla normativa in vigore – non ristora del tutto i cittadini di Nardò dalla mancanza di un servizio di primo soccorso, indispensabile per far fronte alle tante situazioni di minore gravità che, comunque, finiscono con l’intasare i Pronto Soccorso degli ospedali vicini.

Circa l’Unità di Lungodegenza, per la quale è previsto il trasferimento dalla struttura sanitaria neritina all’ospedale di Copertino, la stessa deve essere prontamente sostituita da una Unità di Degenza Territoriale, prevista dagli accordi Regione – ASL – Comune del 2013 e dal Piano di Riordino delle strutture sanitarie della Regione Puglia, in base al quale presso il presidio di Nardò deve essere attivata una U.D.T. con quindici posti letto (infatti, proprio in attesa dell’attivazione dell’U.D.T., l’unità di Lungodegenza era rimasta temporaneamente assegnata a Nardò). Con riguardo a questa tematica, va ribadito che il personale sanitario, in particolare infermieristico, attualmente in servizio a Nardò presso Lungodegenza non deve essere trasferito né a Copertino né altrove, ma rimanere assegnato a Nardò per garantire assistenza qualificata e continua ai pazienti che saranno ricoverati presso l’U.D.T. del presidio neritino.

Da molto tempo, noi interveniamo sulle autorità competenti (Regione, ASL, Sindaco) perché vengano affrontate queste (ed altre) tematiche riguardanti l’offerta sanitaria e realizzati gli interventi necessari. A volte ci accorgiamo con dispiacere di non avere molta compagnia in queste battaglie di civiltà. In particolare, siamo costretti a rilevare l’assenza grave e irresponsabile di un sindaco come Mellone, intento a lanciare reboanti proclami su nuovi inesistenti “reparti” e immaginari punti nascita privati, mentre nessun serio impegno sembra dedicare al miglioramento delle strutture sanitarie esistenti, impegno per il quale nulla deve inventarsi, dovendo semplicemente pretendere il rispetto dei patti con ASL e Regione.

Roberto My, Consigliere Comunale
Rino Giuri, Coordinamento cittadino

 

Autore Aricolo Redazione