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“Ci tenevo a dirvelo”: la lettera esclusiva e personale di Stefano Minerva ad Agorà Notizia

  Un messaggio personale, un dialogo sincero con il territorio. È lo spirito con cui Stefano Minerva, già sindaco di Gallipoli e fino a pochi giorni fa presidente della Provincia...

Pubblicato da Carmine Sanasi - 19 Novembre 2025

 

Un messaggio personale, un dialogo sincero con il territorio.

È lo spirito con cui Stefano Minerva, già sindaco di Gallipoli e fino a pochi giorni fa presidente della Provincia di Lecce, ha scelto di inviare in esclusiva ad Agorà Notizia una lettera rivolta ai nostri lettori, per condividere il suo percorso, le motivazioni che lo hanno portato a candidarsi alle Regionali Puglia 2025 e la visione che immagina per il Salento.

Minerva ripercorre gli anni da primo cittadino di Gallipoli, un impegno iniziato quando non aveva ancora trent’anni, e racconta il lavoro svolto per trasformare la città in un modello culturale e turistico diverso, più maturo, capace di superare vecchie etichette e di proporsi come realtà dinamica e identitaria.

Nel suo messaggio c’è anche la fase alla guida della Provincia di Lecce: un ente indebolito dalla riforma Delrio, ma che Minerva – grazie a un lavoro di squadra – rivendica di aver trasformato nella “Casa di tutti i Comuni”, puntando su scuole, viabilità, risanamento delle partecipate, innovazione e progetti pionieristici come la riforestazione dei suoli pubblici.

Un percorso che ha interrotto nei giorni scorsi, presentando le dimissioni per dedicarsi alla campagna elettorale.

Nelle sue parole emerge un richiamo forte al diritto alla casa, alle fragilità sociali spesso ignorate, al desiderio di far crescere un territorio che ancora paga disattenzioni e ritardi tipici del Sud. Un messaggio che Minerva ha scelto di condividere direttamente con il pubblico di Agorà Notizia.

Di seguito pubblichiamo la lettera integrale inviata alla nostra redazione.

La lettera integrale di Stefano Minerva

La passione per gli studi di legge e l’amore per il territorio hanno ispirato il mio impegno politico fin da ragazzo.

Ho avuto l’onore e la responsabilità di diventare sindaco della mia città non ancora 30enne e di guidarla in un processo di cambiamento per oltre 9 anni, durante i quali ho profuso moltissime energie ma ho soprattutto imparato tanto, entrando in stretto contatto con i veri bisogni dei cittadini e conoscendo da vicino le ambizioni di una realtà come Gallipoli, tanto bella quanto complessa, che oggi sa parlare il linguaggio della cultura, dell’arte, della valorizzazione dei suoi tratti identitari in un nuovo modello di accoglienza che ci ha permesso di superare l’ingiusta etichetta di meta del turismo di massa, portandoci a contendere la finale per il titolo Città Italiana della Cultura e ad essere destinazione di molte rotte crocieristiche.

Dal 2018 ho cercato di trasferire gli stessi valori e di tradurre questo impegno su scala più larga, nel momento in cui sono stato eletto presidente della Provincia di Lecce, ritrovandomi a guidare l’amministrazione di un territorio così vasto ma con gli strumenti di un ente svuotato da competenze e risorse a causa della riforma Delrio.

Grazie a una squadra straordinaria, siamo riusciti a trasformarlo nella Casa di tutti i Comuni, facendoci interpreti delle esigenze dei diversi territori, occupandoci dell’ammodernamento delle strutture scolastiche e delle reti viarie, coordinando le procedure concorsuali, risanando i conti delle aziende partecipate, ma anche centrando conquiste storiche, come la stabilizzazione di alcuni dipendenti, o avviando percorsi innovativi come il primo progetto di riforestazione di suoli pubblici e la definizione di protocolli d’intesa per il contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti.

Oggi, in questa candidatura, metto il punto di vista e la voglia di una generazione di giovani amministratori di cambiare i destini del nostro bellissimo territorio che sconta ancora i ritardi tipici del Sud. Vorrei ascoltare e accendere i riflettori sul diritto alla casa, parlare delle fragilità quotidiane, di chi fa i conti con i ritardi e con le disattenzioni della politica, trovare soluzioni per chi vuole fare impresa qui, provare a ricostituire il patrimonio paesaggistico ed esaltare le nostre identità.