di ANTONELLA CAVALLO
Si terrà martedì 3 febbraio il quarto appuntamento culturale “La Rassegna del Chiostro”, gli incontri ideati e organizzati dalla sociologa Francesca Romana Intiglietta, con la presentazione del libro di Katiuscia Vammacigna, “Legend Brindisi”, edito C&P Caver, presso la chiesa di Santa Lucia in Brindisi alle ore 19. A dialogare con l’autrice, Giulia Cesaria, operatrice culturale e scrittrice. Esposizione pittorica tematica a cura di Anna Guitti.
Nel marzo del 1991, la città di Brindisi, nel sud della Puglia, fu protagonista di un evento storico eccezionale: l’esodo di quasi trentamila anime provenienti dall’Albania che, a bordo di pescherecci, navi mercantili come la Legend Panama o piccoli boat people, si riversarono sulle coste pugliesi e sul porto di questa città affacciata sul mare. I cittadini di Brindisi poco o nulla sapevano dell’Albania, di Enver Hoxha e della dura epoca di prigionia sociale, culturale e politica che quel popolo aveva subito. E pur vivendo un momento economico e sociale difficile, in assenza di una repentina risposta dello Stato, la città e la sua provincia furono protagoniste di una singolare storia di accoglienza. Di quei giorni esistono, perse nell’oralità dei racconti, migliaia di narrazioni che, in queste pagine, danno vita a nove racconti emozionanti, dolorosi, avvincenti, umani, spesso integrati da approfondimenti storico-bibliografici sui diversi aspetti della storia dell’Albania.
Katiuscia Vammacigna, nata e cresciuta a Brindisi, si laurea in Filosofia a Lecce, specializzandosi a Parma, dove insegna per diversi anni. Tornata a Brindisi, si dedica a passioni quali scrittura, teatro, filosofia. Frequenta corsi di scrittura creativa e partecipa a diversi concorsi letterari. Nel 2018 si classifica seconda nel concorso letterario Verso l’altro, promosso dall’associazione Jonathan di Brindisi, con il racconto La mia terra non ha nome. Sempre nel 2018 riceve una menzione di merito per il Premio Letterario Nazionale Città di Mesagne con il racconto Odore di salsedine su Tunisi. Si definisce ironica, appassionata e curiosa di indagare ancora se stessa e il mondo attraverso la scrittura.

