giovedì, Agosto 13, 2020

Ripetiamo insieme: “le piste ciclabili non sono parcheggi, sono fatte per i ciclisti”

Torniamo a trattare le piste ciclabili perché dopo il nostro articolo di ieri abbiamo sollevato un vespaio di commenti e tante considerazioni che leggiamo con interesse. Pensiamo che in città da molti anni si sia assottigliato proprio quel confronto costruttivo mirato alla crescita sociale del tessuto culturale, per cui ben vengano le reazioni e i momenti di contraddittorio.

Certo però che se a parlare è chi ha già governato, a livello locale e non solo, attraverso un labirintico taglia e incolla di norme o un collage di regolamenti, questo poco giova all’uomo della strada, anzi si manifesta proprio quel divario con la comunità che spesso non abita solo nel linguaggio.
Noi, che non siamo ingegneri specializzati in mobilità sostenibile, restiamo più sul piano pratico delle questioni e ci aspetteremmo una condanna unanime nei confronti di chi usa tratti della nuova pista come parcheggio, invece di fare filosofia sulle caratteristiche tecniche della pista che francamente a pochi importano.

Il nostro sostegno morale va agli agenti di Polizia Locale che anche stavolta sono impegnati in prima linea nel creare appunto quella consapevolezza, quella sensibilità che tra alcuni anni ci sembrerà scontata.
Ai professori dietro la cattedra invece, quelli che sembra sventolino ancora minacciosamente le loro bacchette, non abbiamo davvero nulla da rispondere.

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