5G: Diffusione mortale (di disinformazione)

0
6 views

La sicurezza informatica non dovrebbe limitare il potenziale 5G, Sempre più dispositivi e servizi vengono digitalizzati e connessi direttamente a Internet. L’ Ing Benito Mirra, esperto di cybersecurity fa il punto della situazione sul 5G, ll nuovo standard di telefonia mobile, una componente importante per le quantità sempre crescenti di dati, che
aprirà nuove opportunità di guadagno per le aziende.

Il 5G è sicuro? La ICNIRP (La Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti) lo certifica, l’ente scientifico con sede in Germania che valuta i rischi per la salute delle trasmissioni radio, ha chiesto anche nuove linee guida per il 5G a onde millimetriche, la versione più ad alta frequenza dello standard delle telecomunicazioni.

Il presidente dell’ICNIRP, dott. Eric van Rongen, ha dichiarato: “Sappiamo che parti della comunità è preoccupata per la sicurezza del 5G e speriamo che le linee guida aggiornate aiuteranno le persone a sentirsi a proprio agio” aggiungendo che “Le linee guida sono state sviluppate dopo un’attenta revisione di tutta la letteratura scientifica pertinente, seminari scientifici e un ampio processo di consultazione pubblica. Forniscono protezione contro tutti gli effetti negativi per la salute scientificamente comprovati a causa dell’esposizione a [campo elettromagnetico] nell’intervallo da 100 kHz a 300 GHz.”

https://www.theguardian.com/technology/2020/mar/12/5g-safe-radiation-watchdog-health

Secondo  la classificazione delle radiazioni da radiofrequenze dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) nel gruppo 2B, ossia i “possibili cancerogeni per l’uomo” ci sono, a titolo di esempio, fare il parrucchiere, bere il caffè e mangiare sottaceti.

Il 5G sfrutterà frequenze già oggi in vigore, per esempio, per le trasmissioni radio e TV (700MHz) oppure quelle delle reti Wi-FI.

Le uniche frequenze inedite per le reti mobili sono quelle della banda a 26 GHz (e frequenze superiori, ma anch’esse (e persino frequenze fino a 60 GHz) sono state oggetto di studi approfonditi e ad oggi non sono da considerare pericolose per l’uomo.

Con l’asta delle frequenze 5G  proposta dal MISE, In Italia, gli operatori lavoreranno con il 5G a tre principali frequenze: 700 MHz, 3,7 GHz e 26 GHz. Le prime due frequenze sono le stesse già in uso da tanti anni per le reti 4G e per le trasmissioni televisive, di conseguenza, l’assenza di effetti nocivi correlati -se ce ne sono- le abbiamo già con il 4G, e in più occasioni la comunità scientifica internazionale ha rassicurato sulla mancanza di prove circa i rischi per la salute.

Ma nonostante le prove schiaccianti che il 5G, come i precedenti standard mobili, sia sicuro per le persone, una grande comunità di esperti (e una grande disinformazione manipolata) teme che causerà – o già sta causando – problemi di salute, incluso, addirittura, la divulgazione del coronavirus….

Ma ritorniamo alle frequenze, per capire perché nemmeno i segnali a 26 GHz ad oggi non sono  considerati un pericolo per la salute:

  • più alta è la frequenza, maggiore è la velocità di trasmissione, ma anche più corta la distanza che il segnale può percorrere;
  • più bassa è la frequenza maggiore é invece la gittata del segnale e inferiore la velocità di trasmissione.

Inoltre, un segnale trasmesso a frequenze elevate (come i 26 GHz) viene facilmente assorbito dai gas nell’aria, dai muri degli edifici e persino dagli alberi; per di più, ha una scarsa capacità di penetrazione, di conseguenza gli operatori dovranno installare più antenne per poter avere un campo uniforme a 26 GHz.

Il 5G utilizzerà una caratteristica detta “beam forming” . Anziché trasmettere il segnale ad ampio raggio come fa oggi il 4G, le antenne 5G possono inviare un segnale direttamente al dispositivo che lo sta chiedendo. Non soltanto in linea retta, ma anche sfruttando i “rimbalzi” sulle superfici per direzionare il singolo segnale allo specifico dispositivo.

Grazie al beam forming, in sostanza, il segnale 5G è molto più efficiente rispetto a quello del 4G e può trasmettere più informazioni alla volta. Per quello che riguarda le preoccupazioni che ruotano attorno alla salute, il beam forming, in sintesi, garantisce non solo una rete migliore, ma consentirà anche una riduzione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Il disastro che puó causare semmai lo vedo a livello della sicurezza informatica. I nuovi sistemi cyber fisici IoT (Internet of Things – Internet delle cose)  renderanno “intelligenti” tutti gli oggetti, ovvero connessi al Cloud, consentendo comunicazioni pervasive machine-to-machine (M2M) e un enorme raccolta di dati lasciandoci aperti a devastanti attacchi informatici.

Lo scopo del 5G quindi è quello di fornire trasmissioni più veloci e di maggiore capacità per trasportare l’enorme quantità di dati, i progetti del settore saranno generati dall’ IoT: città intelligenti, auto senza conducente, streaming video, realtà aumentata, telemedicina etc.  L’IoT  essendo commercializzato e venduto al pubblico, diventa una visione di connessione di ogni “cosa” possibile a Internet: le macchine, gli elettrodomestici, gli oggetti, i dispositivi, gli animali, anche gli insetti e persino il nostro cervello. Inoltre, l’IoT includerà l’intelligenza artificiale (AI), la realtà aumentata (AR), la realtà virtuale (VR), i robot, gli esseri umani con microchip e i cosidetti “umani aumentati” (umani con una qualche forma di tecnologia impiantata o integrata a livello biologico per “migliorare” caratteristiche o capacità umane). I sensori IoT e le telecamere di sorveglianza invaderanno le nostre comunità.

Alcuni dei prodotti IoT attualmente in fase di produzione comprendono già auto senza conducente, abbigliamento, tostapane e caffettiere. Anche i pannolini e i ciucci per i bambini vengono resi “intelligenti”. Ci sono spazzolini “intelligenti” per registrare e avvisare quanto stai spazzolando, materassi “intelligenti” (con relativi sistemi di rilevamento di infedeltà), medicinali connessi al WiFi per trasmettere dati sanitari al tuo medico e servizi igienici “intelligenti”. L’IoT include anche sex-bot, tamponi bluetooth e baby pod che le madri possono inserire per serenare il nascituro e, purtroppo, anche preservativi intelligenti per misurare le prestazioni…..

Forse e’ questo lo scenario (reale) che dovrebbe farci paura.