martedì, Settembre 22, 2020

MELLONE CI METTE LA FACCIA E FUGA OGNI DUBBIO. LA MEMORIA CORTA DI UNA OPPOSIZIONE OSTAGGIO DI UN BURATTINAIO OCCULTO

-G.L.- Se fosse un cortometraggio potrebbe ambire al Premio David di Donatello, invece è “solo” il video auto prodotto dal Sindaco Mellone in risposta alla notizia di una presunta “parentopoli”. È un clima effervescente quello che si respira in queste ore a Nardò, preludio di una campagna elettorale per le amministrative 2021 senza esclusioni di colpi, con protagonisti reali e alcuni antagonisti occulti.
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno il corrispondente locale ha attrezzato una catapulta d’attacco sulla quale sono stati lanciati per due giorni di fila sospetti, ipotesi e iniettati tanti, troppi dubbi rispetto a tre fatti spalmati in tre anni, fatti che oggi lo stesso Mellone non ha avuto problemi a riprendere e snocciolare davanti alla telecamera, per rasserenare i propri concittadini con la disarmante chiarezza di chi non ha alcuno scheletro nell’armadio.
Ovviamente la minoranza (consiliare ed extraconsiliare) non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione per tuffarsi a pesce in un ghiotto caso di “giustizialismo all’italiana”, e artatamente imbastito, assecondando così ogni ipotesi di reato costruita sull’esclusiva base di un esposto. Per impressionare l’opinione pubblica si è persino parlato di “fascicolo”, cosa che, è bene chiarirlo, attualmente non esiste ma piuttosto il contenuto dell’indagine potrebbe anche essere tranquillamente archiviato per l’assenza di reato.
Nel giornalismo, per come lo intendiamo noi che gestiamo un umile blog di informazione, chi ha la fortuna di vedere il proprio nome scritto sulla carta stampata dovrebbe avere la sensibilità di trattare certi argomenti con sobria cautela ed soprattutto equidistanza, invece di gettare benzina su un’azienda già in fortissima difficoltà qual è la Gazzetta del Mezzogiorno, dimostrando alcuna remora per quella “casa” che da anni lo ospita. Sensibilità che invece ha dimostrato Mellone scindendo in un cruciale passaggio il Giornale dal giornalista.
Infine, per restare in tema parentopoli, un inciso andrebbe fatto sulla storia recente di una certa area politica, ripercorrendo quattro eventi emblematici che hanno caratterizzato l’amministrazione Risi: nel primo caso ricordiamo la triste vicenda San Giorgio, poi i Tributi Italia, presso la quale vennero assunti alcuni parenti degli amministratori di allora. Poco più tardi una giovane cooperativa, che tra i soci annoverava all’interno diversi parenti di amministratori, si aggiudicò la gestione del bar dell’area mercatale. Ancora, come dimenticare il caso del Presidente del Consiglio boscaiolo e dimissionario…
E dulcis in fundo la drammatica storia della farmacia comunale, il cui amministratore delegato e responsabile dell’ammanco di denaro era proprio il primo dei non eletti della lista Partecipa, creatura politica della famiglia Leuzzi, lo stesso Leuzzi che oggi si autoproclama candidato senza coalizione.
Insomma, mentre qualcuno tenta di addebitare a Pippi Mellone e alla sua amministrazione delle responsabilità tutte da accertare, c’è chi purtroppo per loro non scorda un passato che ha lasciato vergognosi strascichi su tutta la comunità.
Le gesta tutt’altro che eroiche di chi tenta invano di gettare fango sull’ammirazione Mellone ci ricordano il mito greco di Icaro, che nell’ebrezza di aver spiccato il volo si avvicinò troppo al sole, e scioltesi le ali di cera cadde rovinosamente al suolo.

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