giovedì, Ottobre 22, 2020

VIAGGIO NELL’INFERNO DEL “MASSIMO RAPPRESENTANTE DELLE CIVICHE” CHE RAPPRESENTA SOLO SE’ STESSO!

Abbiamo assistito, in questi giorni, ad una scena mai vista a Nardò e che vale l’Oscar. Ci riferiamo alla missione dei tre moschettieri (Siciliano-Leuzzi-Dell’Anna), ormai appesantiti dall’età e dal portafoglio elettorale quasi vuoto, e alle goffe modalità con cui l’hanno posta in essere. Se “segreta” doveva essere il fallimento è stato totale e, d’altra parte, cosa può mai esistere di “segreto” se uno dei tre attori si chiama Giovanni Siciliano? I tre soggetti sono sulla scena pubblica da decenni e tutti, non solo i neretini, li conoscono. Riccardo Leuzzi, da navigato politico di lunghissimo corso, ha sempre proceduto, memore degli insegnamenti paterni, con passo felpato e massima circospezione: la segretezza prima di tutto. Rino Dell’Anna è sempre stato spregiudicato nel tessere alleanze e nel trovare il proprio campo, non disdegnando puntate, negli opposti schieramenti, finalizzate ai propri scopi politici (non a caso è stato deputato della Repubblica e Sindaco di Nardò): anche lui sa cosa significa circospezione e segretezza.
Chi invece non conosce assolutamente cosa significhi “segretezza” è Giovanni Siciliano, il capitan Fracassa della politica neretina, il Trombone di Frà Diavolo, il Ghino di Tacco nostrano, sempre pronto ad usare le sue armi migliori, l’inganno e la mistificazione, unite al suo celebre “mi hanno detto che… ma non ti posso dire chi… mi raccomando non lo dire a nessuno”, che fa si che tutta Nardò conosca, in pochi istanti, la circostanza.
E con un simile compagno di avventura, nell’affaire Barbetta, come potevano Leuzzi e Dell’Anna credere che sarebbe rimasto tutto segreto? Incassato immediatamente il “no” categorico dell’imprenditore e “sputtanata” tutta la vicenda, qualcuno ha cercato di travisarla a livello informativo, cercando di far passare l’idea che in realtà non di un “no” categorico si trattava bensì di un “fatemi pensare”. Operazione scorretta che è subito stata svelata dagli organi informativi più obiettivi e meno partigiani. Si, perché chi ha posto in essere quel tentativo non si è limitato ad esso ma ha continuato, essendo evidentemente legato a doppio filo ad una ben determinata parte politica. E noi, a differenza sua, di quella parte politica siamo costretti a parlare, proprio per ragioni di obiettività, a tutela di tutti i lettori, anche i più sprovveduti. A più riprese sentiamo parlare di “associazioni progressiste”, sinistre e un presunto “massimo rappresentante delle civiche” che, secondo l’esegeta, sarebbe Giovanni Siciliano.
Poniamo una semplice domanda: massimo rappresentante di quali civiche? Di quelle che ronzano nel pensiero, ma solo nel pensiero, dell’esegeta di Siciliano? Si, perché la realtà è diversa e dice che Città Nuova non esiste e non esisterà mai più, perché il figlio di Siciliano, Lorenzo, è consigliere comunale del PD e in tale partito resterà: ve l’immaginate il padre che fa una lista per sguarnire di consensi proprio il figlio? Fuori una, quali sono le altre presunte civiche? Forse Progetto Nardò, che oggi è solo una sigla? Sicuramente escludiamo che Siciliano possa rappresentare Voce Popolare, ma se sbagliamo il buon Flavio Maglio rettifichi, riconoscendo la sua dipendenza da Siciliano, e saremo lieti di correggere. E poi? Pluff: il massimo rappresentante delle civiche è solo il rappresentante di sé stesso! Al di là delle chiacchere e della propaganda che la sinistra fa male, la verità è una sola: in quel campo c’è confusione, c’è dilettantismo, manca tutto! E proprio perché manca tutto, al di là delle pura indicazione nominalistica di diecimila presunti soggetti politici (che saremo curiosi di vedere all’opera, se mai ci saranno, tra qualche mese), il redde rationem ci sarà alle prossime regionali: siamo curiosi di vedere se Dell’Anna, Marcello Risi e qualcun altro, che lo hanno escluso a chiare lettere, voteranno per Emiliano! Non hanno un progetto, non hanno unità d’intenti, sono divisi e tra di loro regna la confusione più totale: cercano un messia al quale delegare tutto e dal quale farsi fornire mezzi e uomini e donne per le liste.
Ma questa non è politica, questo è altro! Un consiglio: si riuniscano, si guardino negli occhi e lancino un candidato sindaco interno, visto che lo hanno e che ha pubblicamente dato la sua disponibilità: si chiama Maurizio Leuzzi. Perché aspettare ancora?

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