domenica, Settembre 20, 2020

I riti della settimana santa al tempo del COVID -19

Di Raimondo Rodia-Manca ormai poco all’inizio della settimana santa, con i suoi riti e la grande partecipazione di pubblico che segue con molto interesse questi riti prima di questo Covid 19. Il venerdì, che precede la Domenica delle Palme è il giorno in cui si aprono i riti e si entra nel clima della Settimana Santa.
A Galatina la chiesa dell’Addolorata, in pieno centro, raccorda le due piazze principali di Galatina.
A Galatina la Madonna Addolorata viene festeggiata con una piccola festa nella Chiesa a lei dedicata. Una festa piccola, ma molto sentita, perchè da questa chiesa parte ed arriva la processione cittadina della mattina del Sabato Santo e qui ha sede la più numerosa congrega della città.
Tra le poche bancarelle, protagoniste con il loro sordo rumore sono le ” Trenule ” in questi giorni, tutti i cittadini manifestano grande sensibilità verso la Madonna e in silenzio si avvicinano ad essa, questo silenzio viene spesso interrotto dal tipico suono appunto delle “trenule”, che sono delle tavolette su cui vengono montate della manigliette che con un movimento del polso emanano un suono acuto, somigliante al gracidare delle rane in uno stagno. I bambini in particolare, provavano gran gusto a riprodurre il terremoto descritto dal Vangelo, facendo un gran fracasso con le trenule (o trozzule) raganelle in italiano.
In questi giorni di quaresima che precedono la Pasqua, una tradizione che ancora rimane integra, anche se sta scomparendo è quella delle Serenate, che non sono dedicate alla propria fidanzata o moglie, ma eseguite per la questua pasquale delle uova. Alcune “squadre” di suonatori e cantori, dal pomeriggio del Sabato Santo alla mattina di Pasqua, visitano case e masserie per recare l’omaggio sonoro alle famiglie che in cambio donano uova, formaggio e altre vivande che vengono riposte in un grande cesto e successivamente spartite.

Quando ero giovane, a Tuglie si usciva la notte di Pasqua, si aspettava l’ultima messa di mezzanotte nella chiesa matrice, per poi, con gran divertimento cantare e suonare a squarciagola. L’intento finale era condividere una notte con i propri amici, rinsaldare i vincoli e divertirsi. Anche perchè i giorni che precedono la domenica di Pasqua, a partire dalla mattina del giovedì santo, quando ancora le campane sono mute e le funzioni religiose sono annunciate dal suono sordo delle “Trenule” vi è mestizia e silenzio. Durante la giornata del giovedi si preparano e si allestiscono i sepolcri. Una consuetudine ancora in uso è di utilizzare nei sepolcri il così detto ” piattu pe lu sapurcu “, un piatto per il sepolcro, formato da grano germogliato al buio, riprendendo così un’antica tradizione che altro non è che la trasposizione del mito di Adone, che moriva e rinasceva ogni anno.
Molto suggestive e interessanti sono le processioni del venerdì santo che sono rappresentate nella maggior parte, se non in tutti i paesi del nostro Salento.

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