domenica, Settembre 20, 2020

IL MOVIMENTO È VITA! I BENEFICI DELL’ ESERCIZIO TERAPEUTICO IN PAZIENTI AFFETTI DA DEMENZA

La popolazione italiana diventa sempre più anziana – grazie ad un aumento dell’eta’ media di sopravvivenza – e di conseguenza l`incidenza delle malattie neurodegenerative riveste un’importanza sociale sempre maggiore.

Il 21 settembre ricorre la giornata mondiale dell’ Alzheimer e in questa occasione è bene ricordare che in Italia vi sono 1.271.000 persone affette da demenza (circa il 60% di tipo Alzheimer); una cifra che si prevede raddoppierà nel 2050.

Quando si parla di patologie neurodegenerative bisogna anche tenere in conto la componente psicologica che
influenza fortemente lo sviluppo della malattia nel paziente e, dunque, l’importanza del lavoro scrupoloso che i medici, i fisioterapisti e gli psicologi devono svolgere per far comprendere ai pazienti e familiari quanto sia importante il movimento del corpo e tutti i benefici che se ne possono trarre.

In effetti, l’anziano nota progressivamente un ridursi della qualità di vita per opera (anche) della pluralità dei sintomi associati al declino della memoria o una disfunzione di altre abilità come la coordinazione motoria dei movimenti volontari, il linguaggio, la percezione, i comportamenti e capacità cognitive.

Certamente la figura del fisioterapista non può e non vuole sostituirsi alla terapia farmacologica ma può ricoprire un ruolo fondamentale in questi casi integrando alle cure mediche un buon programma riabilitativo.

L’instaurarsi di un buon rapporto Fisioterapista-Paziente –Familiari permette una maggiore collaborazione sia da parte del paziente durante l`esercizio motorio, che da parte dei familiari che acquisiscono strategie corrette per dare un contributo durante il trattamento.

In casi analoghi, un iter ben strutturato da seguire può prevedere:

– Esercizi cognitivi volti a cercare di mantenere attive il più possibile le funzioni cognitive durante l’evoluzione della malattia;
– Attività fisica che interessi la maggior parte dei distretti corporei;
– Stimoli visivi, uditivi e tattili che interagiscono tra loro per preservare le funzioni cognitive colpite dalla patologia;
– Possibilità di eseguire attività motorie tramite lavoro di gruppo.

Per concludere, è di estrema importanza affidarsi o affidare un proprio caro a strutture riabilitative, perché ciò aiuta a migliorare le funzioni del corpo, a ridurre il rischio di peggioramenti , incide positivamente sull`umore, sulla salute cardiovascolare, sulla qualità del sonno, rallenta il declino cognitivo e l`atrofia cerebrale che influenza la memoria e l’orientamento spaziale.

La fisioterapia e l’esercizio terapeutico contribuiscono, inoltre, a combattere la depressione, l’agitazione e l’aggressivita`… tutti sintomi comuni alla demenza.

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