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Bambini di Gaza candidati al Nobel per la Pace, Casili: “Non possiamo restare in silenzio davanti a tanto orrore”

I bambini di Gaza continuano a morire sotto le bombe, per la malnutrizione, per la mancanza di farmaci e cure essenziali. Sono loro a pagare il prezzo più alto di una guerra che non risparmia nessuno e che colpisce in modo crudele chi non ha colpe né difese. Davanti a tutto questo non è più possibile girarsi dall’altra parte, né accettare il silenzio come risposta.

È in questo contesto che si inserisce l’incontro per la sottoscrizione della candidatura dei bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace, promosso dall’associazione brindisina L’Isola che non c’è, un’iniziativa dal forte valore simbolico e civile, pensata per mantenere alta l’attenzione internazionale su una tragedia umanitaria che continua a consumarsi ogni giorno.

All’incontro è intervenuto Cristian Casili, Vicepresidente della Regione Puglia, che ha espresso il sostegno convinto delle istituzioni regionali alla candidatura.

«Non possiamo restare in silenzio davanti a tanto orrore. I bambini di Gaza hanno diritto all’infanzia, alla vita, a un futuro», ha sottolineato Casili, richiamando a una responsabilità collettiva, politica e morale che va oltre i confini geografici e le appartenenze.

La candidatura dei bambini di Gaza al Nobel per la Pace non viene presentata come la soluzione al conflitto, ma come un gesto necessario per continuare a parlare di centinaia di migliaia di vittime innocenti, troppo spesso ridotte a semplici numeri. In gioco non c’è soltanto il destino della Palestina, impegnata da decenni in un difficile cammino di autodeterminazione, ma il futuro stesso di un popolo e delle sue nuove generazioni.

Lo sguardo è rivolto a bambini e ragazzi che, attraverso la propria sopravvivenza, sono costretti a difendere valori non negoziabili come libertà, istruzione, pace e giustizia. Valori che oggi vengono sistematicamente negati e che rappresentano invece le fondamenta di qualsiasi società democratica e civile.

Sostenere questa candidatura significa rifiutare l’assuefazione all’orrore e ribadire un principio semplice ma fondamentale: i bambini di Gaza hanno diritto a essere bambini.

E noi abbiamo il dovere di fare tutto il possibile affinché questo diritto non resti solo una parola.

 

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