“La sanità pugliese è stata dimenticata.” Con queste parole Antonio Raone, consigliere regionale uscente e candidato alle elezioni del 2025 con Forza Italia, lancia un duro atto d’accusa contro la gestione del sistema sanitario regionale, chiedendo un cambio di rotta netto e immediato.
“Torniamo a garantire il diritto alla salute, non i privilegi di partito”, afferma Raone, denunciando un modello che negli anni ha messo la politica davanti ai pazienti. “Oggi non si valuta la competenza, ma la tessera. Gli ospedali si svuotano, i pronto soccorso sono al collasso, e chi ha bisogno di una visita deve aspettare mesi o spostarsi fuori regione. Non è mancanza di fondi, ma di volontà e trasparenza.”
L’esponente forzista punta il dito contro un sistema che, a suo giudizio, ha smarrito il senso del servizio pubblico: “Le risorse ci sono, ma vengono spese male. La Regione ha preferito moltiplicare incarichi e investimenti disorganici, lasciando scoperti reparti e servizi di base. È l’ennesimo paradosso di una gestione politicizzata che scarica le sue inefficienze sui cittadini.”
Per questo, Raone annuncia una campagna di informazione itinerante che toccherà le principali città della provincia di Lecce, con incontri e dibattiti aperti al pubblico. Obiettivo: spiegare come vengono utilizzati i fondi destinati alla sanità e proporre soluzioni concrete per migliorare ospedali, ambulatori e assistenza territoriale. “Porteremo i numeri – spiega – e chiederemo conto di ogni euro speso. I cittadini hanno diritto di sapere.”
Nel suo programma elettorale, l’impegno è costruire una sanità fondata su tre pilastri: meritocrazia, rete territoriale e prossimità delle cure.
“Bisogna tornare a scegliere i dirigenti e i responsabili per capacità e risultati, non per appartenenza politica. Solo così potremo ridare efficienza agli ospedali e dignità a chi lavora ogni giorno nei reparti.”
Il principio della meritocrazia, sottolinea, è il punto di partenza per rilanciare la sanità pubblica, restituendo autonomia e responsabilità ai professionisti. L’obiettivo successivo è rafforzare la rete territoriale, potenziando i distretti sanitari, gli ambulatori e la medicina di base per alleggerire i pronto soccorso. Infine, la sanità di prossimità deve ridare ruolo e risorse ai piccoli ospedali, oggi penalizzati, garantendo anche nelle aree periferiche servizi diagnostici e cure tempestive.
“Non servono miracoli – conclude – ma rispetto per chi lavora e per chi soffre. La salute non è un privilegio, è un diritto. La Puglia deve tornare a essere una terra che cura i propri cittadini, non una regione che li costringe a partire per farsi curare altrove.”
Le sue parole arrivano in un momento di forte malcontento per le condizioni del sistema sanitario pugliese, tra carenze di personale, strutture al limite e una burocrazia sempre più pesante. Il messaggio è chiaro: mettere fine al clientelismo e restituire alla sanità pubblica la dignità di un servizio essenziale, al di sopra di ogni interesse politico.
In questi giorni, Raone ha anche inaugurato tre comitati elettorali in provincia di Lecce, a Racale, Cutrofiano e, nella serata di oggi, Lecce, dove non sono mancati incontri, sorrisi e tante speranze condivise.
L’apertura dei comitati rappresenta solo l’inizio di un percorso che proseguirà con nuove aperture in altri comuni del territorio, per accogliere sostenitori, cittadini e simpatizzanti pronti a dare il proprio contributo al progetto politico di rinnovamento.
Durante gli incontri, Raone ha inoltre affrontato il tema della piaga che ha colpito il Salento con la distruzione degli ulivi, sottolineando la necessità di un piano serio di rilancio agricolo.
“Non possiamo lasciare che il nostro territorio muoia con gli ulivi – ha dichiarato – serve una nuova progettualità che ridia vita all’agricoltura salentina, puntando su innovazione, sostenibilità e tutela del paesaggio.”
Accanto al tema agricolo, Raone ha posto l’accento anche sul lavoro giovanile, ribadendo che le competenze devono tornare al centro di ogni scelta politica. “I giovani pugliesi non cercano favori, ma opportunità. È compito delle istituzioni costruire percorsi di formazione e occupazione che valorizzino il merito e la professionalità, creando futuro e dignità nel nostro territorio.”



