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GALATONE- CAVE MARRA QUERELA L’INGEGNERE ANTONIO DE GIORGI E L’ASSOCIAZIONE GALATONE BENE COMUNE

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Cave Marra querela l’ingegnere Antonio De Giorgi e l’associazione Galatone Bene Comune: l’avvocato Gaetano Castellaneta, legale dell’azienda che a Galatone gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nell’ambito dell’Aro 6, ha depositato in queste ore una formale denuncia all’indirizzo dell’ingegnere e storico attivista dell’associazione, candidato anche alle ultime comunali proprio con la civica scesa in campo ancora una volta a sostegno di Sebastiano Zenobini.

Sotto i fari dell’azienda e del suo legale alcuni contenuti a firma di De Giorgi riportati in una delle relazioni sulla fatidica richiesta di aumento della capienza di frazione organica avanzata nel 2021, depositate nell’ambito delle possibili osservazioni da presentare nell’iter autorizzativo.

Fabio Marra, titolare della Cave Marra srl, parla di “affermazioni calunniose e diffamatorie a danno del sottoscritto e della società Cave Marra, tese unicamente a screditare il progetto e l’attività imprenditoriale, probabilmente per tornaconto elettorale”. Diversi i passaggi sotto accusa da parte dell’azienda: “False sono le affermazioni sulla derivazione dell’impianto da una preesistente cava abusiva – scrive Marra – e lo svolgimento di una attività di smaltimento illecito di rifiuti”, come invece sosteneva nella prima pagina della sua relazione l’ingegnere De Giorgi. Poi le smentite sul trasferimento di una parte delle operazioni presso il lotto della zona industriale Galatone-Nardò di proprietà di Cave Marra, sull’apertura al mercato dei rifiuti pericolosi, sui monitoraggi ambientali che invece la ditta avrebbe effettuato.

Una relazione dettagliata che finalmente offre una finestra sul punto di vista dell’azienda in merito alle accuse ricevute in questi anni e all’idea di gestione del sito. In ogni caso un capitolo importante della vicenda, nata alcuni mesi fa proprio con un “allarme” lanciato da un comitato di residenti di contrada Morrone, nei pressi del sito, supportato da altri gruppi, compreso quello di Galatone Bene Comune. Di mezzo, anche il rinvio a giudizio dell’azienda per un’altra vicenda, quella che la vede alle prese con le accuse di “emissione di odori molesti” e “gestione di rifiuti non autorizzata”: proprio GBC a marzo aveva acceso i fari su tali dinamiche giudiziarie, con il Comune all’inizio titubante che si è poi costituito parte civile nel processo a carico dei gestori del sito.

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