CERCANO DA CINQUE ANNI DI FARCI TACERE

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Da cinque anni, la maggioranza uscente strumentalizza a suo piacimento il mio impegno in consiglio comunale in quanto consigliera d’opposizione: una storiella raccontata da Filoni & Co. per nascondere il mancato coinvolgimento di cittadini e opposizioni tutte, (non solo quelle rappresentate in consiglio) di cui lo accusa ormai tutta la città.

Ma ricostruendo la storia dei consigli comunali di questi cinque anni, io risulto presente per circa il 70% delle riunioni, e mi scuserete per le assenze giustificate da motivi di salute e lavoro ma, soprattutto (è bene sottolineare) per le assenze determinate da una chiara e netta scelta di non partecipazione per protesta nei confronti della gestione dell’assise, tutte queste ultime puntualmente comunicate e spiegate alla città.

Del resto, ascoltare i consigli dà la prova provata dello stile, del tenore e dell’opportunità degli interventi riservati agli uni e agli altri.

Proprio sul Pug, ad esempio, che Filoni si accinge ad adottare insieme alla sua maggioranza nel prossimo consiglio, le opposizioni ebbero difficoltà il 31 maggio scorso a reperire il materiale necessario ad esprimere un parere competente sul documento programmatico, tra documenti inviati con poco preavviso, alla fine della giornata lavorativa del venerdì e con un consiglio convocato il lunedì mattina successivo, fino alla negazione della legittima richiesta di rinvio di qualche giorno da parte dell’opposizione (vedi foto).

Una circostanza che si ripete uguale a se stessa da cinque anni e anche in questa occasione, i documenti sono stati recapitati con un link inizialmente inutilizzabile, messi finalmente a disposizione solo in seguito a sollecito, con delle tempistiche quindi, se pur astrattamente legittime, decisamente ristrette rispetto alla mole di materiale da esaminare, difficile da passare in rassegna anche per i tecnici del settore, rendendo, di fatto, impraticabile l’esame del corposo documento programmatico, anche a voler aggiungere, con spirito di servizio, il weekend e la festa della Liberazione di mezzo.

È questo il modus operandi cui assistiamo ormai da cinque anni: evitando nei fatti la partecipazione dei cittadini, ma persino impededendo agli altri organi una concreta partecipazione democratica, nello spirito di controllo reciproco e dibattito aperto. Per poi permettersi di invitare a “tacere” tutta la cittadinanza e chi in quel consiglio, al contrario di quanto millantano dalla maggioranza, ha rappresentato i cittadini e si è battuto perché tutto ciò che veniva fuori dai deliberati dell’assise fosse alla luce del sole e limpido per la città.

Prima ancora che da candidata sindaco, parlo da rappresentante di opposizione che, personalmente, credo di aver onorato con impegno serietà e coerenza, certa che allo stesso modo onorero’ l’impegno nella seduta del 26 aprile esprimendomi sull’adozione del Pug.

E a questo proposito voglio sottolineare l’importanza di questa scelta da parte di tutti: il Pug è uno strumento strategico per la città e per il suo sviluppo, che influenzerà la visione e la gestione del territorio almeno per i prossimi 30 anni: è quanto meno avventato approvarlo senza aver potuto contare su una vera scrittura partecipata (nei fatti e non nelle parole) con tecnici e cittadini, obbligatoria per legge, e per giunta con la tempistica assurda che ci vede a ridosso delle elezioni, senza inoltre che all’opposizione consiliare siano stati forniti con sufficiente anticipo documenti tecnici di enorme quantità e importante valenza strategica e procedurale.

Mi accusano di non essere stata presente, ma non è così in realtà: hanno reso difficile la partecipazione, che nonostante tutto è stata costante e matura. Ci sono sempre stata, e certo senza utilizzare il microfono delle istituzioni per comiziare e lanciare accuse, come invece una certa maggioranza non si è fatta problemi a mostrare di saper fare in consiglio comunale e non solo.

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