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C’ ERA UNA VOLTA LA PROVINCIA

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Il 24 gennaio p.v., tutti i consiglieri comunali della provincia sono chiamati a votare e ad eleggere la prossima Amministrazione Provinciale non più votata dal popolo.

Un’Amministrazione Provinciale che, per tanti e vari motivi, ha perso la sua caratterizzazione istituzionale ma soprattutto la sua funzione storica di raccordo con il territorio e la sua gente.

Motivo per il quale, noi della redazione abbiamo ritenuto opportuno ascoltare il pensiero di un testimone storico d’eccezione : FRATE AUGUSTINO.

Frate Augustino non ha bisogno di presentazione.

E’ stato un uomo di potere che ha fatto il bello e il cattivo tempo negli anni ’70 con importanti ramificazioni nazionali.

Capo di gabinetto dell’allora potentissimo segretario nazionale della Democrazia Cristiana Benigno Zaccagnini.

Aveva un ufficio tutto suo a Roma allo storico palazzo di Piazza del Buon Gesù, sede storica del partito.

Tante persone di Nardò e paesi limitrofi che si “mettevano la strada sotto” per recarsi a Roma e chiedere una “grazia” al Frate per ottenere un favore importante.

Orbene ! ! !

Secondo Frate Augustino, nella nostra Città, il consigliere provinciale “per antonomasia” che seppe dare lustro e profilo istituzionale alla funzione svolta è stato il compianto Preside Arturo Falconieri.

Consigliere Provinciale dal 1970 al 1985, più volte capogruppo consiliare ed anche assessore, fu una figura di equilibrio in una Democrazia Cristiana in cui c’era un leader Benedetto Leuzzi che però non rappresentava l’intero partito.

Difatti, nel 1985, l’allora giovane emergente Giovanni Però, quartiano doc, in fase di sorpasso sul leader storico del partito, pretese ed ottenne la candidatura al consiglio provinciale.

Tale irruenza creò una crisi di rigetto all’interno del partito con il risultato che Però non venne eletto per un migliaio di voti che vennero a mancare.

Crisi di rigetto che invece non si registrò nel territorio di Nardò che votava per il collegio di Galatone in cui, sempre per la Democrazia Cristiana, venne eletto al Consiglio Provinciale l’allora giovane e spumeggiante Sindaco di Galatone Giuseppe D’Oria, subentrato a Giorgio Contese, quest’ultimo non ben visto da Frate Augustino.

Era questo il contesto e il Consiglio Provinciale di altri tempi !!!

Poi arrivarono gli anni ’90 ! ! !

Giovanni Però riuscì ad entrare in Consiglio Provinciale.

Giunsero successivamente le nuove generazioni.

Giuseppe Fracella seguito da Giovanni Siciliano e Mino Frasca per poi arrivare a Paola Mita, Antonio Tondo e Daniele Piccione.

Oggi i tempi sono cambiati.

Sempre, a parere di Frate Augustino, sono cambiate le figure del vecchio insegnante elementare, del parroco di una volta, del medico di famiglia, e non possiamo quindi pretendere, in questo momento storico di decadenza, una composizione del Consiglio Provinciale del calibro di Giacinto Urso o di Girolamo Vergine.

C’è solo da augurarsi che il meno peggio sia sempre più contenuto.

In tal senso, Frate Augustino rivolge un invito ai tre candidati locali : Ettore Tollemeto, Gabriele Mangione e Daniele Piccione a dare una forte caratterizzazione al ruolo a cui aspirano, tenendo come criterio guida il comportamento e il contegno di chi ha fatto la nostra storia e ha contribuito alla crescita civile del paese.

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