Le elezioni sono finite e vincitori e vinti chiedono consigli.

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Chiedono consigli ovviamente ai pochi illuminati in circolazione.
Ed il Convento dell’Incoronata è diventato un via vai di esponenti politici in cerca di dritte da parte di Frate Augustino.
È un dato elettorale singolare a parere di Frate Augustino.
Non ha stravinto solo il Sindaco uscente.
Tutti quanti gli assessori della sua giunta hanno avuto un consenso elettorale significativo.
Ma non solo.
Ad eccezione di Sergio Manca della Libra, tutti quanti i consiglieri comunali uscenti sono stati riconfermati in prima battuta e solo due saranno ripescati con le nomine assessorili.
Insomma una giunta che dovrà essere solo rinominata con le giuste valutazioni dell’incarico di vice sindaco.
Per quanto riguarda le minoranze, Frate Augustino rivolge una preghiera principalmente ai due candidati sindaci : Carlo Falangone e Mino Frasca.
La preghiera di distinguersi dalla miseria umana di un loro DEBOSCIATO predecessore che, per raccogliersi la frutta rimasta, si ridusse a fare il vice presidente del KAISER a latere di un giovane di trenta anni.
Offendendo con ciò la Città che, in passato, gli diede tanti immeritati onori.
Non a caso, fu definito da molti un incidente della storia.
Orbene!!!
Il Carlettino Falangone non può pensare di stare 5 anni altri in silenzio in Consiglio Comunale lasciando la centralità dell’azione di opposizione a Lorenzo Siciliano.
Il problema è anche un altro.
Se si dovesse dimettere Falangone, non entrerebbe in Consiglio Comunale Maurizio Leuzzi che certamente darebbe spessore alle file dell’opposizione.
Così come non entrerebbe il giovane spumeggiante Carcagni dell’interessante gruppo giovanile di COLLETTIVA.
Entrebbe “lungilaguriu” qualcun altro che è bene che stia assai lontano.
Pertanto, è auspicabile che il Carlettino rimanga al suo posto, cinguettando però un po’ di più.
Con Frasca, tutti i piani e tutte le subordinate sono saltati.
Se si dimette, entra in Consiglio Comunale Paola Mita.
Infatti, per 72 voti, la lista del suo gruppo storico è stata privata da questa opportunità.
Niente terza legislatura per il suo Compare Alessandro Presta.
STOP anche per Paola De Benedittis e per Ernesto Portorico.
Se Frasca si dimette, quindi, il seggio in Consiglio se lo gode la lista Forza Nardò per 72 voti di differenza.
In effetti, nella Coalizione di Frasca, non hanno funzionato le candidature del gruppo storico.
Proprio quei candidati ai quali sono state date le più forti possibilità di crescita politica con tanti e tanti benefici.
Insomma!!! La politica non è matematica.
Li cunti non quadranu mai!!!

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