L RETROSCENA IL GRANDE INGANNO: IL FILO ROSSO-VERDE CHE LEGA NARDO’-LECCE-BARI

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– Da Nardò Denuncia pagina facebook –
E’ bastata una “voce dal sen fuggita”, della possibile candidatura di una donna contro Mellone, per dare conferma di un disegno ordito nei confronti degli elettori neretini.
La città andrà presto al voto per le amministrative e un CERCHIO RISTRETTO di persone, di livello più alto di quello comunale, avrebbe predisposto da tempo un piano per non cambiare nulla a Nardò.
In certi ambienti politici, da sempre abituati a inciuci e accordi trasversali, sarebbe stata architettata a tavolino la rielezione di Mellone, il grande amico di Emiliano e Marti, esponenti politici di due case partitiche che dovrebbero essere contrapposte.
E invece no, a Nardò non è così: ma come preservare un minimo di “presentabilità”?
Presto fatto, intanto fare sparire il simbolo della Lega, nascondendolo sotto l’insegna civica di “Obiettivo Comune”, la lista del leghista Cesare Dell’Angelo Custode, facendola confluire nella coalizione melloniana.
Ma questo non era abbastanza!
Ed ecco il colpo di genio: FRANTUMARE l’opposizione con la presentazione di altri candidati sindaci, tutti però orbitanti nell’area di Emiliano, destinati a perdere, sconfiggendo però così anche quelli ostili al Governatore.
– Così è per FALANGONE, consigliere comunale uscente e di lungo corso, amico di Emiliano, guarda caso proposto dal Movimento 5Stelle che, a Bari, ha stretto l’alleanza con il Governatore, ottenendo per il neretino Casili il posto di vicepresidente del Consiglio Regionale.
– Così è per FRASCA, che alle ultime elezioni regionali è stato il supporter dell’emilianeo Antonio Raone, candidato in una delle liste del Governatore.
Frasca voleva candidarsi nelle liste di Mellone, della cui maggioranza ha fatto parte da quando vi fece traslocare il suo fedele consigliere Presta.
La prova? Le parole di Mellone in persona in una intervista al Corriere Salentino, del 29 marzo 2021, “la mia maggioranza ha risposto rifiutando che fosse candidato con noi al Consiglio, come avrebbe voluto”.
Attenzione, Mellone non dice “non l’ho voluto io” ma “la mia maggioranza l’ha rifiutato”.
Traduzione: se verrà eletto e io vincerò, come farò a non accoglierlo nelle mie fila?
– Così è, probabilmente, per il PD NERETINO, i cui consiglieri regionali sostengono Emiliano.
Puntualmente, nei giorni scorsi, mercoledì se ricordiamo bene, si sarebbe tenuta una riunione in cui un altro emilianeo di provata fede, il “pontiere” Gianni Pellegrino, avrebbe avanzato la sua candidatura a sindaco.
Il cerchio si chiude e il quadro è completo: tutto a favore di Mellone che, dopo il voto, potrebbe imbarcare, nel nome di Emiliano, tutti questi personaggi nella sua coalizione per “il bene della città”!
Questo sulla carta.
Ci sono un paio di “PERÒ’” che potrebbero far saltare questo diabolico piano.
Il PRIMO è nelle mani dei Giudici di Lecce: il caso “firme false” potrebbe avere risvolti clamorosi, con conseguenze imprevedibili.
Il SECONDO, anche se è difficile che si verifichi, è che l’elettorato di Nardò, compreso il mefistofelico piano, voti contro, anche se non scommetteremmo nemmeno 10 centesimi.
Si tratta di elettori che, alle ultime regionali, hanno votato in massa Emiliano, sapendo che solo 2 mesi prima, ad agosto, aveva CHIUSO DEFINITIVAMENTE l’Ospedale di Nardò: dunque che garanzie possono dare?
Tanto è: ognuno tragga le proprie conclusioni.
A proposito: la candidatura della donna è tramontata!

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