Ricordo di Salvatore Vangelio

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Ci scuote, improvvisa, la straziante notizia della scomparsa di Salvatore Vangelio, punto di riferimento per mezzo secolo della Camera del Lavoro di Nardò, la sede della Cgil, il sindacato storico della sinistra.

Vangelio aveva deciso fin da giovanissimo che quello era il suo posto, lo spazio del suo impegno e del suo lavoro. 

La sua attività sindacale, prima accanto ai lavoratori dell’impresa privata, poi come responsabile di zona dell’Inca, fra i pensionati, è stata vissuta all’insegna di una inossidabile coerenza, costruita alla scuola del gruppo dirigente del Partito Comunista Italiano e della Cgil di Lecce degli anni settanta.

Militante discreto, molto orgoglioso del suo senso di appartenenza, rigoroso nel difendere l’autonomia del sindacato dal partito, ma sempre pronto a stare in prima fila nella battaglie per i diritti civili e per la difesa dell’ambiente (fu tra i più attivi, con il suo sindacato, nella mobilitazione per la chiusura della discarica di Castellino).

La lunga attività sindacale lo aveva temprato al pragmatismo delle conquiste sociali e al convincimento che i passi sul terreno dei diritti si fanno uno per volta, ma con tenacia e con pazienza. 

Con la sua straordinaria umiltà, ha contribuito a costruire giorno dopo giorno, per cinquant’anni, una lunga striscia dell’originale vicenda della sinistra di Nardò, sempre più orfana dei suoi protagonisti.

Quando torneremo ad incontrarci, continueremo a cercare la sua barba e il suo sorriso. Perché ci vorrà un po’ per convincerci che non è più tra noi.

Ad Anna, a Teresa, a Sarah il mio commosso fortissimo abbraccio.

Marcello Risi

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