GATTO LATERALE
GATTO LATERALE

IL VORTICE DEL BLUFF NELLA POLITICA NERETINA

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-Di G.G.-

Come in un mazzo di carte truccato ogni settimana, da mesi ormai, salta fuori il nome di un candidato sindaco pronto a sfidare Mellone nell’impegnativa sfida delle prossime elezioni amministrative, assi nella manica di un ignoto giocatore d’azzardo pronti a un apparente scontro fratricida.
Tutta la minoranza consiliare appunto e tutta l’opposizione extraconsiliare rappresentate da un ventaglio di generali senza esercito, dovranno contendersi e strapparsi tra loro ogni singolo consenso e sperare così di assicurarsi un posto nella medesima postazione occupata negli ultimi cinque anni.

Sono uomini soli, come cantavano i Pooh, perché negli anni non hanno costruito nulla, né per la città né per i loro gruppi composti da persone volenterose le quali, animate dal proposito di contribuire alla crescita del paese, man mano sono approdate verso altri più verdeggianti lidi.

L’incerto scenario nazionale deve aver persino confuso i pentastellati locali: questi soggetti che nella versione neretina oserei definire incorporei, emblema stesso del rinnovamento (a parole), scendono a compromessi con quanto di più ingrigito la vecchia politica possa offrire loro e si fiondano su un Carlo Falangone ormai sfiorito e senza più cartucce da sparare, sintomo di quanto le utopiche radici del movimento si siano oramai ammuffite.

L’obiettivo è chiaro a tutti, costringere la coalizione di Mellone al ballottaggio per poi colpirlo sotto l’immagine di un unico, compatto soggetto. 

Apparentemente divisi quindi ma uniti dal nemico comune, l’avversario da abbattere ad ogni costo con questa strategia dell’inganno. Inganno naturalmente verso il loro elettorato, se ne conservano ancora. 

Già ce li figuriamo i singoli candidati al consiglio nella coalizione di Losavio, di Marinaci, di Leuzzi, o dell’uomo di Renzi, quando entrando nelle case per chiedere il voto saranno disposti al disgiunto su Mellone pur di strappare il proprio… A meno che non trovino 24 kamikaze ciascuno pronti a immolarsi nella remota speranza di far eleggere solo il capo.

Ultima analisi: salta agli occhi l’assenza totale delle donne da una parte, e l’abbondante rappresentanza femminile dall’altra. Anche di questo devono iniziare a preoccuparsi gli sfidanti di Mellone, un terzo di quote rosa nelle liste deve essere garantito per legge.
Cari elettori, se pensate di aver visto tutto, preparatevi a vedere fratelli e sorelle o mogli e mariti, competere tra loro o in “tandem”.

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