GATTO LATERALE
GATTO LATERALE

S’ODE ALL’ORIZZONTE RUMORE DI VALANGA PRO MELLONE

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-Di Giuseppe Greco-

Fare un quadro della situazione politica locale, a pochi giorni dalle prossime elezioni comunali, è esercizio difficile e a tratti onirico. Perfino più del già tragico scenario nazionale.

Eccezion fatta per lo Squadrone messo in campo dal sindaco Mellone, il resto delle truppe annaspa nel fango delle incertezze. Le coalizioni avverse a Mellone appaiono composte solo dai reietti dello stesso enfant prodige della politica leccese.

La Mita e Frasca, rifiutati da Mellone e messi alla porta, hanno messo in piedi una coalizione con 2, forse 3 liste, composte dai fedelissimi di Frasca (i pochi rimasti ad onor del vero), che può puntare al massimo a un paio di seggi. Le male lingue dicono che Frasca si sia così assicurato il suo di seggio e quello del fedelissimo Presta, bravo ragazzo pronto a seguirlo in ogni suicidio. Con la Mita disposta a fare la semplice portatrice d’acqua di una coalizione morente con candidature provenienti dal mondo popolare (inteso più come case popolari che come PPI) e colleghi di Frasca della ditta Bianco. Notoriamente mondo “d’elezione” del sindacalista Mino.

A “sinistra”, se così la si può definire, non se la passano meglio. La candidatura del papa straniero Petraroli, sconosciuto a tutti, affonda le radici infatti nella destra radicale. Oltre alla candidatura con 37 consensi nel 2007 per l’area di Forza Italia, non sfuggono, ai pochi che lo conoscono, le simpatie per il ventennio, spesso ostentate in pubblico fino a un mesetto fa. Chissà cosa ne pensano i compagni duri e puri di NBC che sono corsi ad acclamarlo appena il papa Risi, maestro di sconfitte, lo ha incoronato. Ma si sa, per NBC chiunque non si chiami Mellone va bene a prescindere.

Anche a sinistra, come detto, i guai non mancano. La coalizione dovrebbe presentarsi a 4 “punte” (si fa per dire). Pd, Partecipa, Nbc e Lista Petraroli. I seggi, eccezion fatta per quello destinato al Petraroli, dovrebbero essere un altro paio. Uno per il Pd e un altro per la lista che arriverà seconda. E qui nascono i primi problemi.

In casa Pd, Piccione e Siciliano hanno terrore l’uno dell’altro. Il più intimorito pare proprio il piccolo Siciliano, già l’altra volta classificatosi secondo. Stavolta il secondo posto significherebbe, però, rimanere a casa. Da qui l’idea “geniale” del padre, “ti candidi nella lista “Petraroli sindaco”!
Peccato che il nome della lista sia tutt’oggi sconosciuto. I compagni di viaggio anch’essi ignoti e dal patrimonio elettorale incerto. Il risultato complessivo della lista stessa faccia immaginare una debacle. In questo quadro appare probabile che Partecipa, col patrimonio elettorale dei vari Leuzzi, Cavallo e My, possa arrivare davanti e lasciare fuori dal consiglio il giovane “rampollo”. Il rischio é evidentemente altissimo per uno che fa politica di professione e come unica professione.

I 4 seggi rimanenti in consiglio, destinati all’opposizione, andrebbero ai 4 candidati minori: Losavio, Cozza, Marinaci e Fracella. Resta da capire dove questi troveranno 24 o più suicidi disposti a metterci la faccia per regalare loro un misero seggio da consigliere di opposizione.

Insomma una corsa a 7 si preannuncia all’orizzonte, con Mellone che sguazza nelle divisioni dell’opposizione più litigiosa e inconsistente di sempre. Roba che neanche a Galatone nel 2007 si videro tanti contendenti.

Il ragionamento, almeno quello, pare sia condiviso dall’opposizione: presentarsi divisi al primo turno per colpire uniti in un, ogni giorno più, fantomatico ballottaggio.

Sfugge ai professoroni dell’opposizione che esiste il voto disgiunto e nessuno in Italia è pronto a salire sul carro di 6 naturali ed evidenti perdenti.

E i social da questo punto di vista sono impietosi. Se il termometro di Zuckemberg ha un valore (e ce l’ha) a ogni post di Mellone da 1500 mi piace di media, corrisponde uno dell’opposizione da 20/30. Con questi rapporti di forza, a maggio, in Consiglio, Mellone potrebbe avere molti più dei 15 (più uno, quello del sindaco stesso) seggi che la legge elettorale riconosce al vincitore che resti sotto il 60%. Insomma all’orizzonte s’ode una valanga pro Mellone.

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