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FRASCA L’UNICO NOME DEL CENTRO DESTRA COME CANDIDATO SINDACO. MA SENZA LISTE IL RISCHIO È LA FIGURACCIA

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Si sarebbe svolto nei giorni scorsi un tavolo regionale a tre tra i partiti del centro destra. Presenti i 3 coordinatori regionali dei principali partiti di centro destra: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Argomento all’ordine del giorno le comunali di Nardó e Gallipoli, i due principali comuni al voto in primavera nel leccese.
E mentre nella Cittá bella le strategia sono definite e ci sono più certezze, su Nardó i conservatori brancolano nel buio assoluto.

Unico nome sul tavolo, quello di Mino Frasca, proposto dal ministro Fitto e gradito a Forza Italia.
L’ex candidato alle regionali del 2010 e 2015, che ha per due volte sfiorato il traguardo, non sarebbe inviso nemmeno alla Lega, nonostante alle ultime regionali abbia sostenuto la candidatura di Raone con Emiliano.
Insomma sul nome del neretino Frasca ci sarebbe la convergenza dei 3 partiti.
Ma qui iniziano i problemi.
Nessuno dei 3 partiti, che a livello nazionale sfiorano il 47% dei consensi, stando agli ultimi sondaggi di tecnè per Libero, sarebbe in grado di mettere in piedi una lista competitiva.

Marti lo avrebbe detto chiaramente “A Nardó si rischia la figuraccia”.
Gli uomini della Lega sono infatti organici alla coalizione di Mellone e anche pezzi importanti di Fratelli d’Italia sono candidati nelle civiche del sindaco.
Per non parlare di Forza Italia, dopo la perdita di Alemanno, Plantera, De Giorgi, Filieri, Visioli con 600 voti (tutti passati con Mellone) su 810 (quelli conseguiti alle comunali del 2016) smarriti per strada, è al collasso

Mellone ha infatti sapientemente svuotato il centro destra in questi anni privandolo di nomi, candidati e numeri.

Da qui la manovra a U del coordinatore di Forza Italia: “e se andassimo tutti con Mellone?” Ma pronto è arrivato lo stop del sindaco che avrebbe rifiutato subito, contattato telefonicamente, l’offerta dei tre rispedendola al mittente.
“Paola Mita e i simboli dei partiti non sono graditi dopo 3 anni di vomitevoli insulti e turpiloqui. Per gente come Mita, Venneri e Maccagnano non c’è spazio nè ora nè mai”.

A questo punto i 3 coordinatori sarebbero ritornati sull’ipotesi Frasca, l’unica sul tavolo al momento.
Ma il rischio è chiaro, la figuraccia con una coalizione che, senza liste, rischia di andare sotto il 10%. E sarebbe un tracollo storico.

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