GATTO LATERALE
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Allarme “Black Out” su Tik Tok, LA SFIDA DELLA MORTE, il Garante per la Privacy blocca TikTok, vieta al social di usare i “dati di utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica”

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Unica regola del gioco: auto-soffocarsi. I bambini giocano al “gioco del soffocamento” per sballarsi. Invece, stanno morendo. Il nostro articolo del 2 di agosto 2020:https://www.agoranotizia.it/2020/08/la-cina-utilizza-tiktok-per-controllare-le-nostre-informazioni-online-tiktok-e-un-rischio-per-i-nostri-figli-cosa-dovrebbero-sapere-i-genitori-a-riguardo

Di Benito Mirra Chief Information Security Officer

La bambina di 10 anni morta a Palermo a seguito di una sfida su TikTok ha causato costernazione in Italia e alimentato dibattiti sull’accesso dei bambini a Internet. La bambina era stata ricoverata in ospedale in condizioni estremamente critiche e priva di sensi dopo essersi strangolata con una cintura al collo che le aveva provocato un arresto cardiaco. Giovedì 21 Gennaio, i medici non hanno potuto far altro che  determinarne la morte cerebrale. A quanto pare aveva partecipato a una sfida “Black out” o “Chocking game” o “Pass-out game” ci sono più nomi per definire la stessa assurda follia, una sfida tra adolescenti su TikTok. /

Il gioco del soffocamento è definito come un auto-strangolamento o strangolamento da parte di un’altra persona con le mani o un cappio per raggiungere un breve stato euforico causato dall’ipossia cerebrale. Può portare alla morte, ma la patologia forense spesso li classifica come suicidi o morti accidentali, senza concentrarsi sulla possibilità che possano derivare da una deliberata asfissia auto-temporanea, trasformata in un gioco mortale.

Da alcuni anni, queste “prove di coraggio” sono diventate sul web molto comuni tra i giovani e giovanissimi, difatti, sui social stanno spopolando competizioni ad alto rischio dove i limiti vengono superati per competere con i coetanei e ottenere riconoscimento personale.  I sociologi e gli educatori mettono in guardia dai grandi pericoli per i bambini che hanno libero accesso a Internet poiché sempre più bambini e adolescenti vengono lasciati soli per ore davanti al pc o con i loro smartphone anche a causa dell’emergenza coronavirus e del forte accesso alla didattica a distanza. Molti genitori e insegnanti non sono consapevoli dei pericoli in agguato per i bambini su Internet e non conoscono nemmeno TikTok, che ha un miliardo di utenti in tutto il mondo.

Tra le prime sfide a diffondersi sul web, partita dalla russia nel 2016 fu “Blue whale” (la Balena azzurra), era una prova estrema fatta di 50 regole assurde e autolesioniste, tra cui salire sul tetto di un palazzo e arrampicarsi in bilico sul cornicione oppure tagliarsi le vene, il tutto inviando le immagini dell’impresa a un “curatore” e mettendole in rete. Prove della morte per dimostrare il proprio “coraggio” ad un perfetto sconosciuto o agli altri iscritti a un qualcosa che tutto è tranne che un gioco.

Ma cosa spinge gli adolescenti a partecipare a questi “circoli della morte”? Lo fanno per trasgressione, per far salire l’adrenalina, per rinforzare il proprio ruolo all’interno del gruppo dimostrando a se stessi e agli altri coraggio. Una sfida social che non tiene conto delle conseguenze, utilizzato da adolescenti anche come scusa per non andare a scuola, per evitare una interrogazione o litigi in casa o con i propri compagni – non è una moda del momento, risale agli anni ’90, digitando su YouTube ‘flash indiano’ o ‘choking game’, la ricerca produce migliaia di risultati… Azioni estreme al limite della legalità, come nel caso del “Knock out challenge”, che consiste nel dare un pugno a uno sventurato che passa per strada. Solo per il gusto di fare del male e vedere cosa succede.

Ma le sfide mortali non si limitano all’auto soffocamento, a settembre 2020 negli Stati Uniti una ragazza di 15 anni, chiamata da un pericoloso appello noto come “Benadryl Challenge”, – ennesima sfida TikTok dove i giovanissimi si sfidano a prendere il maggior numero possibile di antistaminici e documentare il loro stato allucinogeno e metterlo su Internet – ha ingoiato per giorni elevate quantità di compresse del farmaco Benadryl, un farmaco anallergico, un antistaminico che viene utilizzato, tra l’altro, per curare la febbre da fienoPurtroppo qualsiasi aiuto è arrivato troppo tardi, è morta per overdose.

I sintomi di un sovradosaggio da Benadryl includono visione offuscata, delirio, depressione, allucinazioni, convulsioni, sonnolenza e vomito. All’inizio di quest’anno altri 3 adolescenti di Fort Worth, in Texas, sono stati ricoverati in ospedale dopo aver risposto alla pericolosa chiamata via Internet.

Questa mappa aggiornata al 7 dicembre 2020 mostra morti e feriti di gioco per soffocamento che sono stati segnalati da famiglie, amici o tramite i media. Molte morti vengono erroneamente classificate come suicidi, lasciando le famiglie a soffrire in silenzio. 

Gli esperti in materia ci dicono che il cervello di un bambino è ancora in via di sviluppo e che i preadolescenti e gli adolescenti sono particolarmente suscettibili al richiamo del gioco del soffocamento. “La capacità di pensare e anticipare le conseguenze future e di agire è qualcosa che si sviluppa gradualmente, un bambino di 11 anni non si rende conto di cosa potrebbe accadere. E anche se potesse rendersi conto di ciò che potrebbe accadere, probabilmente non immagina che possa accadergli.”

Secondo la Psicologa Anthea Mirra “la conoscenza è potere e  l’educazione alla prevenzione è il modo più efficace per combattere la crescente popolarità di questa moda autolesionista e mortale. Occorre stimolare le istituzioni, i professionisti, i genitori ad elaborare  un programma di formazione che affronti i pericoli di ‘Choking Game’ (così come altri “games” a rischio in generale) in modo da non rendere i bambini curiosi di provare queste sfide “letali” ma piuttosto incrementare in loro le abilità e risorse fondamentali per la salute e il benessere psico-fisico: decision making, pensiero critico, problem solving etc. Queste abilità vengono chiamate dall’OMS (organizzazione mondiale della sanità) “skills for life”, proprio ad indicare come l’ apprendimento di queste competenze sia fondamentale per la vita di ognuno, ma dei giovani e giovanissimi in particolar modo”. (https://www.lifeskills.it/le-10-lifeskills/)

Fino ad alcuni anni fa Il bullismo era un argomento tabù fino a quando non ha guadagnato l’attenzione nazionale. Credo che sia giunto il momento di togliere il “Choking Game” (così come le attività a rischio in generale) dall’ombra e portarlo nella consapevolezza pubblica in modo che i bambini possano essere salvati da questa epidemia e le famiglie possano essere risparmiate dal dolore di perdere un bambino a causa di queste attività prevenibili.

Nel frattempo queste le raccomandazioni della Polizia Postale:

• Parlate ai ragazzi delle nuove sfide che girano in rete in modo che non ne subiscano il fascino se ne vengono al corrente da coetanei o sui socialnetwork;

• Assicuratevi che abbiano chiaro quali rischi si corrono a partecipare alle challenge online. I ragazzi spesso si credono immortali e invincibili perché “nel fiore degli anni”: in realtà per una immaturità delle loro capacità di prevedere le conseguenze di ciò che fanno potrebbero valutare, come innocui comportamenti letali.

• Alcune challenge espongono a rischi medici (assunzione di saponi, medicinali, sostanze di uso comune come cannella, sale, bicarbonato etc), altre inducono a compiere azioni che possono produrre gravi ferimenti a se’ o agli altri (selfie estremi, soffocamento autoindotto, sgambetti, salti su auto in corsa, distendersi sui binari, etc);

• Monitorate la navigazione e l’uso delle app social, anche stabilendo un tempo massimo da trascorrere connessi. Mostratevi curiosi verso ciò che tiene i ragazzi incollati agli smartphone: potrete capire meglio cosa li attrae e come guidarli nell’uso in modo da essere sempre al sicuro.

• Se trovate in rete video riguardanti sfide pericolose, se sui social compaiono inviti a partecipare a challenge, se i vostri figli ricevono da coetanei video riguardanti le sfide segnalateli subito a www.commissariatodips.it

Questi “Games” sul web sono un pericolo di pari opportunità: non conoscono confini razziali, culturali, religiosi o socio-economici. Se non vengono rimossi certi contenuti dal web, si rischia di diseducare tutta una generazione.

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