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Le attuali problematiche ambientali portano alla luce l’incompatibilità tra i sistemi antropogenici e gli ecosistemi naturali

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-Di Alberto Gatto-
“L’unico vero realista è il visionario” diceva il famoso regista Fellini.In questo scenario di deboli equilibri ambientali da preservare necessariamente, la sfida da visionari è l’unica realisticamente possibile: “rendere le città sicure, resilienti e sostenibili”.
L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottata dalle Nazioni Unite nel Settembre del 2015, impone uno straordinario impegno comune per portare il mondo sul sentiero della sostenibilità attraverso 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).
E questa sfida si gioca a livello globale ma anche locale. “It is an Agenda of the people, by the people, and for the people […]. The future of humanity and our planet lies in our hand” (“È un’Agenda della popolazione, rivolta alla popolazione e per la popolazione […]. Il futuro dell’umanità e del nostro pianeta è nelle nostre mani”).

Rendendo cardine del mio programma politico ambientale per la Nostra Nardò il noto motto di sostenibilità “Think globally, act locally” (pensa globalmente, agisci localmente), partendo dalle macro-problematiche ambientali (cambiamento climatico, effetto serra, inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo, gestione dei rifiuti, crisi energetica e deficit ambientale ecc) intendo proporre concrete azioni a livello locale che possano aumentare la resilienza del territorio.
Le prime proposte che illustro ai miei concittadini ritengo che ben sposino l’impegno politico dimostrato in questi quattro anni dal Sindaco Pippi Mellone in campo ambientale e che possano aggiungere valore, forza e concretezza alle azioni che si intraprenderanno in futuro.
La prima azione che proporrò è la costituzione di un TEAM SCIENTIFICO MULTIDISCIPLINARE:
– che possa aiutarci a diffondere a livello locale la cultura dell’adattamento ai cambiamenti climatici e dare una risposta tecnico scientifica e soluzioni fattibili a livello locale per mitigare gli eventi estremi meteorologici che colpiscono la città (come le innovative Nature based solutions).
– Che possa aiutarci a promuovere un nuovo approccio inclusivo mirato al coinvolgimento delle associazioni attive sul territorio e dei cittadini e delineare processi decisionali e attuativi aperti e partecipati.
– Che ci aiuti ad avviare processi educativi e di divulgazione ambientale a carattere scientifico e ad implementare nuove tecniche e tecnologie innovative per la gestione e cura dell’ambiente.
L’obiettivo da raggiungere è la costruzione di una “sostenibilità partecipata”, un cammino lungo il quale è necessario l’impegno e la collaborazione di una comunità cosciente green e partecipativa. La partecipazione dei cittadini, in particolare, sarà la guida per costruire una politica in cui il benessere di tutta la popolazione è il cuore di ogni trasformazione urbana sostenibile.
E ancora, ritengo di primaria importanza potenziare e adottare un sistema di GESTIONE STRATEGICA DEL VERDE URBANO basato su pianificazione, progettazione, realizzazione e gestione.
È infatti noto che il verde in ambiente urbano fornisca svariati servizi ecosistemici, cioè multipli benefici offerti dagli ecosistemi e utilizzati dalla società umana per soddisfare il proprio benessere (come la riduzione delle temperature mediante ombreggiamento ed evapotraspirazione, rimozione di inquinanti gassosi, benessere fisico e psichico, protezione del suolo dall’erosione, mitigazione delle piogge intense ecc).
Tuttavia, piantare alberi non basta.
Occorre innanzitutto conoscere il patrimonio arboreo (censimento del verde urbano), conoscere e monitorare lo stato di salute degli alberi e dotarsi di un piano di gestione dei rischi. Alberi in cattivo stato di salute o malamente capitozzati, o piantati senza criterio né adeguata gestione non solo non forniscono benefici all’ambiente e alla comunità ma diventano un pericolo per la stessa. Il successo dell’introduzione di alberi nella nostra città deve dipendere da una serie di scelte informate e di inestimabile valore: scelta delle specie, corretta preparazione del sito d’impianto, manutenzione costante svolta da personale tecnico preparato e competente.
Terza, ma non ultima, proposta è il potenziamento del PIANO D’AZIONE PER GLI ACQUISTI VERDI (GPP Green Public Procurement), uno strumento di politica ambientale attraverso il quale si integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale. Il potenziamento di tale strumento da parte della Pubblica Amministrazione e l’integrazione dei criteri ambientali minimi (CAM) nei processi d’acquisto è una leva importantissima per lo sviluppo sostenibile perché spingerà anche il settore del mercato privato a fare altrettanto.
L’idea che sostengo e che voglio condividere con voi è che dobbiamo cambiare passo e adottare nuovi paradigmi culturali a favore di una visione “sistemica” dello sviluppo che garantisca una migliore qualità della vita all’interno della città. E perciò ripensare ogni azione progettuale inserita in un programma più esteso e di respiro globale. Iniziare NOI, insieme, per primi e tra i primi, a stabilire equilibri tra ambiente – territorio – società.

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