GATTO LATERALE
GATTO LATERALE

IL PATRIMONIO DELLA BIBLIOTECA CRSEC DIVENTA FINALMENTE PATRIMONIO DELLA CITTÀ DI NARDÒ!

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Lo ha appena comunicato la Regione Puglia. La biblioteca, grazie a questa decisione, rinasce con una autonomia e una capacità d’azione che in decenni non ha mai avuto! Dopo una serie di colloqui con la Regione Puglia, grazie alla disponibilità istituzionale, politica e umana dell’Assessore #SebastianoLeo, e un serrato confronto con l’arch. #MariaRaffaellaLamacchia, dirigente della sezione, abbiamo ottenuto quel che volevamo: il patrimonio librario e multimediale della biblioteca diventa parte integrante del patrimonio cittadino.
Un arricchimento che non è solo economico ma che riguarda sia le nostre radici sia la nostra storia recente. Di contro il rischio, a fronte dei pensionamenti del personale (uno proprio in questi giorni, un altro a marzo prossimo), sarebbe stato quello di ritrovarsi con una chiusura del #Cresc e con la dispersione o il trasferimento del suo patrimonio. Quindi ho forzato un po’ la mano perché questo è un passaggio che occorreva fare ora e perché non mi piace restare fermo in attesa degli eventi. Inoltre sui servizi culturali abbiamo una strategia elaborata da tempo con l’Assessore alla Cultura, #EttoreTollemeto, con il quale ho seguito la vicenda passo passo, nella convinzione che le biblioteche devono essere accessibili a tutti e non solo ad alcuni.
Ribadisco: non deve esistere la “nostra” biblioteca ma devono esistere le “biblioteche di tutti”. Bisogna sapere, infatti, che in tutti questi decenni i Crsec sono stati spesso dei carrozzoni asfittici, in molti casi dominati da esponenti più o meno importanti della vecchia politica. Un andazzo che non poteva continuare.
Per questo tutte le baggianate messe in giro da figli o nipotini del pentapartito, così come gli insulti a me, alla mia coalizione e ai miei elettori (definiti “pecorame” dal sedicente intellettuale di punta della sinistra locale), si svelano per quel che sono: un bluff. Un disperato tentativo di trovare uno strapuntino di visibilità, un piccolo pulpito dal quale irretire e indottrinare il popolo per difendere gli interessi di una parte e usare le persone in buona fede come manganello politico.
In questi mesi, aspettando l’insediamento della Giunta Regionale, ho atteso nella sottoscrizione del Protocollo d’Intesa, proprio perché consapevole della necessità di una svolta.
Una decisione che, evidentemente, è stata giusta, con buona pace dei rampolli di quelle dinastie politiche che a Nardò sono riusciti solo a tutelare orti e orticelli personali, far aprire discariche e far chiudere qualsiasi cosa… perfino l’ospedale.

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