IL CENTRO SINISTRA NERETINO IN GARA PER IL “NOBEL” AI FALLIMENTI

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-DI L.G.- Pare irriverente in un momento come questo, con le famiglie che arrancano e le imprese allo stremo delle loro forze, sentir parlare di campagna elettorale e ipotizzare totonomi. Ma è il gioco perverso della politica a emergere, il suo lato oscuro a dire il vero, travestito da democrazia. A un anno esatto dalle elezioni.
E così da alcuni mesi assistiamo a un crudele e masochistico esercizio del centrosinistra neretino che dedica ogni energia nell’estenuante ricerca di un candidato che possa traghettare 4/5 consiglieri, non di più, verso gli scranni di quella che sarà l’opposizione del 2021. Perché in fondo, stringi stringi di questo si tratta: perdere o perdere a primo turno.
Alla fine, benché queste notizie siano indispensabili per riempire paginoni di giornali caduti in disgrazia, la verità è che tutti i papabili candidati sono fino ad ora serviti solo per un cinico rogo.
È chiaro che auspichiamo tutti affinché ci sia almeno un avversario a sfidare “il sindaco di tutti”, ma trovarlo sembra davvero un lavoro arduo per chi cerca in questa figura caratteristiche aleatorie ma una “dote” certa.
Mellone in questo momento, stante la popolarità assunta in quattro anni da sindaco e l’egregio lavoro svolto nel contrasto alla pandemia, sembrerebbe non temere rivali sul fronte del voto d’opinione.
Dall’altra parte invece servirebbe un’iniezione di energie differenti per affrontare una competizione elettorale che già nel 2016 annientò tutta l’aristocrazia neretina che oggi tenta di reinventare una verginità attraverso eredi e non.
Tanto basterebbe per smentire ovviamente persino le insinuazioni di una mancata ricandidatura di Mellone, l’unico dato sul quale tutta la provincia scommetterebbe di fronte ad uno scenario di infelici comparse.

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