GATTO LATERALE
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MAURIZIO LEUZZI: “I CITTADINI DEVONO TORNARE AD ESSERE PROTAGONISTI. SOLO COSI’ LA BRUTTA POLITICA DI MELLONE POTRA’ ESSERE SCONFITTA”

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Penso che il più grosso problema che ha oggi il fronte anti Mellone sia quello della comunicazione, che procede in ordine sparso, spesso su temi marginali o dettati dall’agenda di Mellone. E credo che il più grosso impegno di questo fronte debba essere quello di ristabilire tra i cittadini di Nardò la verità dei fatti.
E questo non solo per supplire ad una insufficiente comunicazione nei cinque anni di Amministrazione Risi, a causa della quale non si è riusciti colpevolmente a rendere partecipi i cittadini delle tante cose importanti realizzate in quegli anni: rigenerazione urbana nel centro storico con milioni di euro (Complesso dei Carmelitani, Mercato coperto di Via Pellettieri, Teatro, Piazza S.Antonio) Area Mercatale, Acquario marino, Museo della Preistoria, Museo del mare, riqualificazione e rilancio del Borgo Antico (finanziamenti per il recupero delle facciate, incentivi ai commercianti, eventi culturali, vetrina del gusto e ufficio info/accoglienza turistica, creazione area monumentale, limitazione del traffico e pedonalizzazione di Piazza Salandra), convenzione con Puglia Film Commission, che ha portato a Nardò tante produzioni televisive e cinematografiche, Piano comunale delle Coste, atto di indirizzo e avvio procedure per il Piano Urbanistico Generale.
Ma anche per evidenziare le promesse fatte da Mellone e non mantenute, ad es. sulla “merda di Porto Cesareo”, Sarparea, riduzione della Tari…, o per smascherare i suoi tanti proclami su cose inesistenti, ad es. vendita del gerontocomio, palazzetto, cittadella dello sport, punto nascite, piscina, collegamenti con la Grecia.
Roberto Saviano in alcuni interventi televisivi è stato illuminante.
La moderna strategia comunicativa può facilmente riassumersi in due termini: post verità “La perdita di valore della verità verificabile, ossia una situazione in cui i fatti obbiettivi sono meno influenti ,sull’opinione pubblica, rispetto all’emotività che si riesce a suscitare; e fake news: falsa notizia, il cui effetto rimane persino dopo una clamorosa smentita. Oggi Il 35% degli italiani usa fb come fonte di informazione, leggendo quasi esclusivamente i titoli. Non c’è più tempo per approfondire le questioni, ma attraverso i social si cerca di farsi subito un’idea. Che sarà più forte quanto più potremo scagliarla come una pietra contro qcn. Così facendo si è svuotato il dibattito politico di contenuto e lo si è riempito di slogans, e ci si rivolge ai propri sostenitori come fossero una schiera di ultras da aizzare contro l’avversario”.
Ebbene Mellone ha sfruttato, senza alcuno scrupolo, tutte le possibilità che questa strategia offre, mettendo in campo attraverso i social una comunicazione, in perfetto stile populista, che ha letteralmente stravolto la realtà dei fatti, riportandoci tragicamente al racconto ossessivo di una Nardò che non esiste se non sui social e sui suoi manifesti.
Si, perché con questo modo di comunicare, oggi non serve più una verità. A Mellone non serve progettare e realizzare le cose necessarie alla comunità che amministra. Basta raccontarle. Non serve convincere l’elettore di un proprio programma realizzabile (infatti Mellone non si è mai neppure preoccupato di depositare le sue linee programmatiche), o di un‘idea di paese che intende portare avanti. A Mellone basta farsi interprete della rabbia dell’elettore, da utilizzare ai danni dell’avversario politico. E magari all’occorrenza sapersi anche appropriare del lavoro altrui. Poi la propaganda ossessiva e spregiudicata riuscirà a far passare una falsa verità come oggettiva lettura dei fatti, o far passare opere che si millantano e che esistono solo disegnate sui manifesti, per grandi traguardi raggiunti. A far diventare delle semplici rotatorie monumenti del suo buon governo. E questo lo ottiene battendo quotidianamente su poche ossessive questioni (la migliore estate di sempre – mille cantieri – cose mai viste) al punto da convincere anche l’ascoltatore più recalcitrante e preparato. E infatti non bisogna credere ingenuamente che basti essere intelligenti e informati per essere immuni dalle balle. Non è così!
C’è una sola cura possibile, un solo modo per uscire da questa allucinazione collettiva: la partecipazione!
La partecipazione di tutte quelle persone che hanno una faccia e un nome da spendere e che non intendono più continuare a subire i comportamenti di un sindaco arrogante e violento in cui non si riconoscono, né tantomeno condividere le scelte di una classe politica spregiudicata e inadeguata, che sta riportando indietro il paese. La partecipazione di tutte quelle persone libere, che abbiano un’onestà intellettuale e un senso critico che permetta loro, al di la’ delle simpatie o dei pregiudizi, di esaminare con obbiettività i comportamenti e i fatti. Che abbiano a cuore il loro paese tanto da spendere un po’ del loro tempo per approfondire i temi, per non restare vittime degli slogan e delle fake news di Mellone, e che abbiano poi la pazienza di rendere partecipi gli altri della verità. La partecipazione di tante persone per bene e preparate che, dissuase dalla violenza e dall’arroganza di questi nuovi mostri della politica cittadina, hanno lasciato loro spazio e responsabilità. Questi nuovi mostri che ora, pur di consolidare il potere avuto dagli elettori in nome di un rinnovamento e di un miglioramento disatteso, oggi sono disposti a fare e dire qualsiasi cosa, senza alcuno scrupolo, pur di carpire ancora la buona fede dei neretini.
Maurizio Leuzzi

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